Luciano Bianciardi: lo sguardo, la malinconia, l'insofferenza

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1 INTRODUZIONE Dieci opere tra romanzi e saggi, una trentina di racconti e un migliaio di scritti giornalistici, oltre a pagine di diari giovanili e corrispondenza varia. Questo è quanto resta di Luciano Bianciardi e della sua visione del mondo, «un mondo che va dal Dopoguerra al Boom, dalla provincia dei minatori al vetrocemento dei grattacieli, dalla luce della sua radiosa impazienza alla debolezza delle rinunce, al buio della solitudine finale»1. La carriera di Bianciardi, durata circa un ventennio, abbraccia un periodo cruciale per la formazione della nuova Italia uscita dalla Seconda Guerra Mondiale. Leggere Bianciardi vuol dire confrontarsi con il mutamento della società, avvenuto negli anni Cinquanta e Sessanta, gli stessi anni in cui il capitalismo passava da un modello produttivo agricolo-industriale ad uno industriale-finanziario. Anni nei quali cambiano definitivamente i modi di vita, i rapporti umani e la condizione dell’intellettuale. Nasce la letteratura “industriale”, che assume come tematica privilegiata l’ambiente della fabbrica con i suoi sistemi di lavoro, ad esempio la razionalizzazione del cottimo, la misurazione “scientifica” dei tempi di produzione e l’introduzione di metodi psicologici di valutazione e controllo del personale, con annesse le ripercussioni sulla vita quotidiana dei lavoratori. L’operaio si trova di fronte un lavoro coercitivo, solo meglio 1 Pino Corrias, Vita agra di un anarchico, Milano, I tascabili BCDe, 2008, cit. p. VII.

Anteprima della Tesi di Gianluca Ciucci

Anteprima della tesi: Luciano Bianciardi: lo sguardo, la malinconia, l'insofferenza, Pagina 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Gianluca Ciucci Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

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