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I diritti regionali nei nuovi statuti delle regioni ordinarie e nella giurisprudenza costituzionale

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6 In virtù della presenza in tutti gli Statuti regionali di queste disposizioni di principio si affermò che “si legittimava una presenza politica della regione, riguardo a tutte le questioni di interesse della comunità regionale, anche se le stesse sorgevano in settori estranei alle singole materie indicate nell’art. 117 Cost. e si proiettano al di là dei confini territoriali della Regione medesima”. (sent. 892/ 88). Il problema, presente già negli Statuti di prima generazione, si è quindi ripresentato nella nuova stagione statutaria, e nonostante il diffuso scetticismo sull’opportunità di inserire simili previsioni statutarie, gli statuenti regionali non hanno abbandonato tale ipotesi. Tutti gli Statuti entrati in vigore dopo il 2001, si aprono con l’indicazione di principi e di finalità generali che dovrebbero orientare l’azione della Regione, sia pure con evidenti differenze sia di contenuto che di struttura. Per quanto riguarda il contenuto, da una prima lettura degli Statuti delle regioni ad autonomia ordinaria, si evince la presenza in pressoché ognuno di loro di un titolo dedicato ai principi. E’, infatti, rubricato “principi fondamentali” il titolo I degli Statuti Calabria, Lazio, Marche, Piemonte, Campania; “principi” il Titolo I degli Statuti di Emilia Romagna e Puglia (il quale ultimo statuto dedica il Titolo II alla individuazione di “compiti e finalità”); “principi generali” il Titolo I dello statuto dell’Umbria; “disposizioni di principio” il Titolo I dello Statuto dell’Abruzzo(in parte cassato dalla Corte Costituzionale); ”disposizioni generali” il capo I dello Statuto della Liguria; unica eccezione in tale quadro è rappresentata dal Titolo I dello Statuto Toscana intitolato “la regione Toscana” Dal punto di vista strutturale assistiamo ad un fatto non nuovo6 ma singolare: la presenza in tre Statuti, Marche, Emilia Romagna, Piemonte di un Preambolo e in quello della Liguria, di una singolare Premessa. In genere nel Preambolo ritroviamo espresse le ragioni, gli obiettivi, i fini che la regione persegue con la sua azione. A quest’ultimo proposito, è importante segnalare che nei tre preamboli un particolare rilievo è dato alla promozione della pace e del ripudio della guerra, al diritto di partecipazione dei cittadini e al riconoscimento della pari dignità sociale dalla persona . Nello specifico, nel preambolo dello Statuto del Piemonte, ad esempio, troviamo che la Regione : “si ispira ai principi della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e proclama la sua fedeltà alla carta costituzionale fondata sui valori della liberazione e della democrazia”; riafferma “il proprio impegno e la propria vocazione alla libertà, alla democrazia, all’uguaglianza, alla solidarietà e alla partecipazione, coerentemente al rispetto della dignità della persona umana e dei valori delle sue comunità”. Infine la Regione promuove il riconoscimento e la valorizzazione delle identità culturali, delle specificità linguistiche e delle tradizioni storico-locali che caratterizzano il suo territorio. Fondamentale è poi l’enunciazione di quei valori che fondano l’azione della stessa regione come ad esempio: “l’educazione alla pace e alla non violenza, la cultura dell’accoglienza, della coesione sociale, della pari dignità di genere e infine l’integrazione e la cooperazione tra i popoli”. Tra gli obiettivi fondamentali perseguiti dalla Regione ritroviamo, oltre al riconoscimento del ruolo della famiglia, il supporto e il sostegno per le fasce più deboli della popolazione mediante il concreto superamento degli ostacoli che ne determinano la disuguaglianza sociale. Analizzando il preambolo dello Statuto dell’Emilia-Romagna, si nota l’importanza attribuita alla storia nella statuizione per cui: ”La Regione si fonda sui valori della resistenza al nazismo e al fascismo e sugli ideali di libertà e unità nazionale del Risorgimento”. Il preambolo prosegue con un richiamo al rispetto per i principi e per i diritti sanciti dalla Costituzione italiana e dall’Unione Europea e con il riconoscimento della pari dignità sociale della persona senza alcuna discriminazione per ragioni di genere. Nello stesso preambolo sono espressi valori essenziali, come 6 La previsione di un preambolo, non è infatti una novità, già lo Statuto delle Marche del 1971 lo conteneva.
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I diritti regionali nei nuovi statuti delle regioni ordinarie e nella giurisprudenza costituzionale

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Informazioni tesi

  Autore: Antonella Bangoni
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Giuliana Paganetto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 24

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Parole chiave

autonomia ordinaria
diritti negli statuti regionali
diritti regionali
norme a funzione culturale
norme programmatiche
nuovi diritti
nuovi statuti
preamboli
sentenze 372,378,379 2004
statuto catalano

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