Applicazione di modelli acustico-visivi per il miglioramento della prestazione nel golf

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1 CAPITOLO 1 APPROCCIO SPERIMENTALE NELLA PSICOLOGIA DELLO SPORT 1.1 PSICOLOGIA SPERIMENTALE DELLO SPORT È possibile studiare, da un punto di vista scientifico, le prestazioni sportive di alto livello in ambito psicologico? La risposta non può che essere affermativa e ciò è rafforzato dall’esistenza di un vero e proprio approccio di studio che può essere definito come psicologia sperimentale dello sport [Agostini, Righi & Galmonte, 2005]. Mai come negli ultimi anni si è consolidata la necessità di sviluppare un corpus teorico e metodologico di rilievo per uno degli aspetti applicativi più interessanti della psicologia contemporanea e questo consente di apportare validi contributi sia nello sport di alto livello che nelle fasi di apprendimento di un’attività motoria. All'interno della psicologia sperimentale quest'approccio ha assunto un'importanza crescente e ciò ha permesso di aprire un settore di ricerca molto importante che riconosce la centralità dei processi cognitivi nella realizzazione dell'azione motoria [Kelso, Del Colle & Schoner, 1990]. L'uso del metodo sperimentale infatti può rappresentare una modalità efficace per lo studio scientifico degli aspetti cognitivi della prestazione sportiva. Nella moderna psicologia, possiamo ricondurre a J. Piaget e ai suoi studi sull'intelligenza senso-motoria, l'idea che il movimento fisico dell'essere umano è un interessante oggetto di studio per le scienze cognitive [Piaget, 1926]. Nell’epoca in cui stiamo vivendo, la figura dell’atleta è riconosciuta come “uomo elaboratore di informazioni”. Il miglior rendimento prestazionale viene infatti raggiunto grazie ad una corretta integrazione tra psiche e corpo e ad un ottimale stato di forma fisica. Un’attività sportiva di alto livello è il risultato di una perfetta sincronia tra componenti periferiche (apparato locomotore), sistema nervoso centrale (SNC) e sistema nervoso periferico (SNP). La metafora sopra citata dell’ “uomo come elaboratore di informazioni” [Neisser, 1967], deriva dall’approccio cognitivista allo studio della realtà multiforme e variamente strutturata della mente umana.

Anteprima della Tesi di Guido Bresolin

Anteprima della tesi: Applicazione di modelli acustico-visivi per il miglioramento della prestazione nel golf, Pagina 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Guido Bresolin Contatta »

Composta da 92 pagine.

 

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