Applicazione di modelli acustico-visivi per il miglioramento della prestazione nel golf

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5 ricerca sperimentale, per unirli ad una prospettiva applicativa che si rivolge all’atleta, considerandolo nella sua totalità cognitiva psico-motoria. 1.2 LA CENTRALITÀ DELL’ATLETA NELL’APPROCCIO SPERIMENTALE La metodologia di studio e di intervento tipica di una psicologia sperimentale dello sport è focalizzata all’analisi di atteggiamenti e comportamenti propri dell’atleta nell’ambiente sportivo, ed il loro conseguente effetto sulla qualità della sua prestazione. L’obiettivo è l’applicazione di strategie volte al miglioramento del rendimento agonistico di ogni singolo atleta. Inoltre il compito della psicologia sperimentale dello sport è di far comprendere agli atleti che la competizione non è solo un fattore di potenza muscolare, ma anche di una mente lucida pronta a reagire. Una psicologia sperimentale dello sport deve fare riferimento ad ipotesi strategiche, espresse nell’ottica di un’applicazione specifica e peculiare, e questa specificità soddisfa le richieste proprie degli ambienti sportivi. Le ricerche svolte in psicologia dello sport hanno il compito principale di indicare all’atleta le risorse a sua disposizione per ottimizzare la prestazione in un determinato ambito di attività sportiva [Fattorini & Gerbino, 2000; Righi et al., 2003]. E’ importante specificare che per quanto riguarda le strategie proposte, i tempi e le modalità di applicazione non possono essere fissati a priori, ma provengono dall’esperienza dell’atleta e del suo allenatore. La singolarità delle ipotesi strategiche va intesa nel senso di una applicabilità e di una plasticità delle indicazioni fornite in virtù delle situazioni e delle esigenze personali [Agostini, Righi & Galmonte, 2005]. Va quindi ribadito come la psicologia sperimentale dello sport deve considerare l’atleta nella sua totalità psico-motoria. Per fare ciò, essa si avvale dei processi cognitivi analizzati e della necessità pratica e teorica di integrare questi ultimi con l’attività motoria complessa per così migliorare la performance sportiva. In generale, come il tutto è diverso dalla somma delle singole parti, così la performance sportiva rappresenta un atto, e come tale deve essere considerata come l’unità d’analisi e il punto di riferimento nella definizione delle strategie [Brentano, 1874] La plasticità delle ipotesi strategiche in psicologia dello sport ben si integra, in ogni caso, con la necessità di un preciso rigore scientifico, che anche una psicologia sperimentale dello sport deve tenere in considerazione. L’adattabilità delle ipotesi strategiche è tipica della parte applicativa delle scienze dello sport, e questo permette di

Anteprima della Tesi di Guido Bresolin

Anteprima della tesi: Applicazione di modelli acustico-visivi per il miglioramento della prestazione nel golf, Pagina 5

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Guido Bresolin Contatta »

Composta da 92 pagine.

 

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