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Topografia medievale dell'isola di Procida (e della zona misenate-montese)

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10 confermata come tale da Giustiniano (553) e da Giustino II (567). Il conte della nostra città, secondo le norme del tempo, non aveva competenze militari, ma era supremo amministratore e giudice di primo grado, nell’ambito di tutta la sua giurisdizione distrettuale, compresa Procida, che era una dipendenza della nostra contea 18 . A Procida non vi fu mai, che sappiamo, un conte propriamente detto, per cui è ipotizzabile che il duca di Napoli inviasse direttamente nell’isola un amministratore, o il territorio isolano lo si comprendeva nel distretto della contea di Miseno. La prima ipotesi non regge alla critica storica, perché non se ne ha alcun indizio, mentre, ad esempio, per l’isola di Ponza è documentato che l’Ipato (duca) di Gaeta da cui dipendeva vi mandava un patrizio con poteri discrezionali. Governava Napoli il duca Maurenzio (592-602), quando il patrizio napoletano Teodoro, concessionario di vigneti nell’isola di Procida, si recava a Roma e si rivolgeva al papa Gregorio I (590-604), implorando giustizia contro il conte di Miseno, Vettano; questi gli avrebbe usato violenza, mediante l’illecita richiesta di un contributo annuo di venti urne di vino, quale canone sui fondi rustici che egli deteneva nell’isola di Procida. Teodoro asseriva che in passato egli aveva donato per carità, per due anni di seguito, al conte predecessore, Comitazio, la medesima misura di vino e che il nuovo conte, Vettano, pretendeva come se fosse un tributo dovuto. Il papa incaricò Maurenzio, duca di Napoli, perché si occupasse delle questione e appurasse la verità. Abbiamo testimonianza di tale disputa in una lettera di papa Gregorio I, e precisamente nell’epistola LXIX- libro IX 19 . Ne riporto soltanto la parte di nostro interesse. “Gregorius Maurentio magistro militum. 18 G. Jatta, Discorsi sulla ripartizione civile ed ecclesiastica sull’ antico agro cumano, misenese, baiano, puteolano e contese, Napoli 1843. “Il conte non era elettivo, ma era designato dal vescovo locale, il quale, aveva sede a Torre di Cappella e aveva il potere di controllare l’operato del governatore, difendendolo contro le eventuali ingerenze del pontefice”. 19 Gregorii Registri, tomo II- parte I, IX,69, in Monumenta Germaniae historica, Ed. L. M. Hartmann, Hannover 1893.
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Topografia medievale dell'isola di Procida (e della zona misenate-montese)

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Informazioni tesi

  Autore: Serena Edwige De Simone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli
  Facoltà: Lettere
  Corso: Conservazione dei Beni Culturali
  Relatore: Federico Marazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

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