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Topografia medievale dell'isola di Procida (e della zona misenate-montese)

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12 Molti storici hanno ritenuto che, per effetto di queste incursioni, Procida fosse rimasta spopolata per qualche tempo 22 , ma esistono sufficienti ragioni per ritenere che l’isola non fosse stata del tutto abbandonata. Infatti gli abitanti furono costretti a lasciare le precedenti dimore, dislocate lungo le coste, per costruirne di nuove, collocate su alture e punti naturalmente difesi 23 . È molto probabile, del resto, che l’origine del borgo di Terra Murata, rimonti precisamente a questa fase storica. In seguito all’aggregazione di Miseno al territorio procidano, furono soppresse anche la Sede Episcopale e la diocesi (cui faceva riferimento la nostra isola) ed è opinione diffusa, presso numerosi storici della zona flegrea, che da quel momento l’intero territorio fu sottoposto alla giurisdizione del Vescovo di Napoli. La quasi totalità dei beni immobili della Chiesa Misenate, come attesta Giovanni Diacono, fu, dal duca Sergio, concessa alla Chiesa napoletana 24 . I beni restanti, è probabile che passarono alla Chiesa di Procida, dal momento che due secoli dopo, così come i Signori che ebbero in feudo la nostra isola vantavano possedimenti nel territorio di Miseno, anche l’Abate della Chiesa Procidana vantò dei diritti sulla pesca nel mare circostante l’isolotto di San Martino, che apparteneva al territorio misenate 25 . 22 È storicamente accertato che le isole Campane si spopolarono in seguito alle devastazioni e le numerose deportazioni. 23 Prima di allora, non si avvertì mai la necessità di abitare su punti elevati. L’autore della Chronicon Vulturnensis, Lib. II, scrive che nelle nostre regioni, durante il pontificato di Ludovico il Pio (814-820), vale a dire prima dell’arrivo dei Saraceni, erano rari i castelli e che il territorio era disseminato di villaggi e chiese: “Eo siquidem tempore rara in his regionibus Castella habebantur, sed omnia Villis et Ecclesiis plena erant. Nec erat formido aut metus bellorum, quondam alta pace omnes gaudebant usque ad tempora Saracenorum”. Federici, Chronicon Vulturnense, Roma 1925. 24 “Athanasius Episcopus sedit annos XXII, menses VI, dies XXIV. Eodem quoque tempore Misenatis Ecclesia, peccatis exigentibus, a Paganis devastata est, cuius omnes pene immobiles res, hoc Praesule supplicante Genitor eius Sergius Neapolitano concessit Episcopio.” Chronicon Episcoporum S. Neapolitane Ecclesiae, auctore Joanne Diacono, in Monumenta ad Neapolitani ducatus historiam pertinentia, B. Capasso, Napoli 1892, vol. I. 25 M. Parascandolo, Procida dalle origini ai tempi nostri,Benevento 1893.
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Topografia medievale dell'isola di Procida (e della zona misenate-montese)

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Informazioni tesi

  Autore: Serena Edwige De Simone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli
  Facoltà: Lettere
  Corso: Conservazione dei Beni Culturali
  Relatore: Federico Marazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

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