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La Core Stability nel gioco del calcio: metodiche applicative

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In questo modello, egli descrive tre sistemi: passivo, attivo e di controllo. Il sistema passivo riguarda le strutture osteoartrolegamentose, quello attivo quelle miofasciali che applicano le forze di compressione alla struttura, mentre quello di controllo ne coordina le azioni. Inoltre, riguardo alla stabilità, Panjabi (The stabilizing system of the spine. Part II. Neutral Zone and instability hypotesis. J Spinal Disorders, 1992) ha definito una zona di movimento che ha chiamato la zona neutra. Questa è rap- presentata da un movimento di piccola ampiezza, nell’intorno della posizione neutra dell'articolazione dove viene opposta la resistenza minima da parte delle strutture osteolegamentose. Conseguentemente la stabilità (funzionale) di un sistema consiste nella capacità di trasferire il carico attraverso le articolazioni in modo efficace limitando l’ampiezza della zona neutra nell’ambito previsto dalla naturale biomeccanica, preservando l’articolazione da stress eccessivi. Quasi tutti i movimenti del corpo umano interviene la colonna vertebrale,direttamente nei movimenti per esempio della testa o del tronco, indirettamente con funzione di supporto e stabilizzazione durante i movimenti degli arti. Perciò si può dimostrare come la zona centrale del complesso coxo- lombo-pelvico rappresenta il nodo attraverso il quale si trasmettono il peso della testa, del tronco, e degli arti superiori agli arti inferiori ed allo stesso tempo grazie al quale si possono controbilanciare le forze incontrate durante il movimento degli arti superiori ed inferiori. Tale nodo quindi fornisce un punto di reazione stabile per il resto del corpo (sistema). Queste idee e nozioni sono alla base dell’allenamento funzionale, che ha come concetto principale il fatto che il corpo umano è stato “designato e creato” in un modo completo, per svolgere movimenti complessi in cui diversi distretti muscolari sono coinvolti contemporaneamente, con sviluppo di forza, velocità, potenza, il tutto strettamente condizionato da una sviluppata o meno capacità di equilibrio dinamico. E’ proprio questa la caratteristica principale e discriminante dell’allenamento funzionale rispetto ai metodi di allenamento classici, cioè: 1- la grande importanza attribuita all’equilibrio dinamico in contrapposizione al classico allenamento dell’equilibrio in condizioni di stabilità tipica della maggior parte degli approcci classici. 2- La concezione del corpo come sistema unico e quindi da allenare come tale, in contrapposizione all’utilizzazione delle macchine isotoniche che allenano muscoli e articolazioni singolarmente e non in catena, e quindi non rispecchiano i reali movimenti che vogliamo riprodurre. 5
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La Core Stability nel gioco del calcio: metodiche applicative

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Informazioni tesi

  Autore: Luca Giunchi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Motorie
  Corso: Scienze Motorie
  Relatore: RobertoLobietti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 120

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