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Corporate art collection: costo o investimento

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12 di case ed dei loro uffici distaccati. Non esisteva quindi il culto dell‟arte, capace di abbellire, emozionare e far comunicare, anche in una sede non tradizionale come le pareti di un ufficio, invece che di un museo. Uno dei propulsori dell‟arte contemporanea, fu sicuramente David Rockfeller (nato a New York nel 1910), il quale fu il primo a capire l‟importanza del connubio tra il mondo dell‟arte e il mondo finanziario rappresentato dalle banche. Tale unione nacque dal forte senso degli affari del magnate newyorkese e dalla sua spassionata attenzione per la cultura e l‟arte. La Chase Manhattan Bank può sicuramente essere considerata la pioniera delle collezioni d‟arte aziendali. Spesso, oltre all‟attività collezionistica pura, le società stanziavano importanti contributi per le sponsorizzazioni di manifestazioni artistiche. Esemplare fu l‟apporto della Philip Morris nel 1969 per aver patrocinato la mostra “ When Attitudes Become Form"6, che per la prima volta legittimava a livello museale, “le nuove tendenze processuali, ambientali e concettuali”. Il sottotitolo della mostra, “Opere, concetti, eventi, situazioni, informazione”, dimostrava che l‟attenzione principale era rivolta al processo, all‟attività e all‟attitudine dell‟artista applicata all‟opera d‟arte. “Per Harald Szeemann l‟obiettivo era introdurre nel quadro istituzionale del museo, senza dispersione di energie, l‟intensità del vissuto con gli artisti, grazie al sostegno di un‟azienda, la Philip Morris, allo scopo di porre la questione dell‟appropriazione e spezzare il triangolo formato da atelier, galleria e museo all‟interno del quale, fino ad allora, l‟arte si manifestava in maniera esclusiva.”7 La corporate art collection trova quindi la sua massima espansione tra il 1960/70; nel 1964 le aziende potevano altresì detrarre le donazioni fatte in un anno, per un periodo di 5 anni. Le revisioni sulle normative riguardanti le tasse del 1981 e del 1985 mantennero sostanzialmente tali vantaggi fiscali per incoraggiare la creazione e lo sviluppo di nuove collezioni di arte sia di Imprese che di privati. Nel 19868, anno in cui la riforma fiscale 6 “Quando le attitudini diventano forma”, realizzata da Harald Szeemann nel 1969 alla Kunsthalle di Berna e tenuta in seguito al Museum Haus Lange di Krefeld e all’ Institute of Contemporary Art (ICA) di Londra; tre paesi , Svizzera, Germania e Gran Bretagna , che tutt’oggi sono tra i più sensibili d’Europa sull’arte contemporanea. Cfr. Lisbonne K. – Zurcher B. , Arte contemporanea: costo o investimento?, Johan & Levi Editore, Londra, 2009, p.21. 7 Cfr. ibidem p. 22. 8 Verso la metà degli anni Ottanta, circa cinquecento società negli Stati Uniti avevano costituito una collezione d’arte contemporanea. Dati del Directory of Corporate Art Collection , edito a cura
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Informazioni tesi

  Autore: Tiziana Santi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Univesrità Bicocca
  Facoltà: Economia
  Corso: Marketing management ed analisi di mercato
  Relatore: Federica Codignola
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 115

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Parole chiave

art
collection
collezioni aziendali
collezionismo d'impresa
corporate
deutsche bank
fondazioni
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