Il controllo attivo delle perdite nelle reti idriche: il caso della rete di Ponte Piccolo (CZ)

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Le Reti Idriche 6 1.2 Le condotte adduttrici L’acquedotto esterno è costituito da condotte, dette adduttrici, che si occupano del trasporto dell’acqua dalle opere di captazione alla località di utilizzazione. Esse vengono suddivise sotto il profilo idraulico in condotte in pressione e a pelo libero. L’uomo si è sempre impegnato nella realizzazione di opere necessarie per il trasporto di acqua potabile, opere anche molto complesse che ancora oggi rimangono da esempio. Con il passare dei secoli e il progredire della tecnologia, questi sistemi inizialmente fatti con la sola forza dell’uomo e con pochi materiali (semplici canali a pelo libero) sono stati migliorati sino ad arrivare alle opere attuali realizzate grazie a mezzi e materiali sempre più idonei ad avere una rete idrica efficiente e sicura anche dal punto di vista igienico. I canali a pelo libero vengono usati solo per acquedotti di grandi capacità che necessitano di portate elevate, le acque vengono convogliate in canali di grandi dimensioni. A seconda della loro posizione rispetto al terreno si distinguono in: ─ superficiali, possono essere totalmente o parzialmente incassati nel terreno, a sezione chiusa o aperta. I canali a sezione chiusa vengono utilizzati nei casi in cui è necessario isolare l’acqua dall’ ambiente esterno (canali destinati al trasporto di acqua per uso potabile) o in caso contrario, per isolare l’ambiente esterno dall’acqua (canali per fognatura). Questi vengono opportunamente rivestiti per evitare infiltrazioni nel terreno; ─ sopraelevati, vengono usati nei casi di attraversamenti di zone vallive, hanno sezione rettangolare, sono di norma costruiti in calcestruzzo armato, necessitano di strutture di appoggio, sono detti anche ponti canali. Se le valli sono ampie e profonde vengono invece utilizzate delle tubazioni dette sifoni. ─ In galleria, si utilizzano quando i terreni da attraversare presentano zone fortemente accidentate, instabili o in presenza di frane. Hanno in genere sezione policentrica o circolare. Attualmente con il perfezionamento della tecnologia si possono realizzare tubazioni di grandissimo diametro (fino a 3 m) quindi, sempre di più , si tende ad utilizzare condotte in pressione. Le adduttrici in pressione sono costituite da tubazioni poste entro fosse o scavi abbastanza profondi per offrire una buona protezione termica e meccanica. Esse costituiscono ormai, la soluzione tecnica che viene adottata attualmente. Da un punto di vista puramente idraulico a parità di portata e di diametro le perdite di carico sono le più alte per le condotte in pressione (almeno con tubazioni tradizionali) rispetto a quelle

Anteprima della Tesi di Luisa Zampaglione

Anteprima della tesi: Il controllo attivo delle perdite nelle reti idriche: il caso della rete di Ponte Piccolo (CZ), Pagina 3

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Luisa Zampaglione Contatta »

Composta da 78 pagine.

 

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