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Da Ernesto De Martino a Michael Herzfeld: la cultura popolare italiana nell'antropologia visiva

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3 1. INTRODUZIONE ALL’ANTROPOLOGIA VISUALE L‟antropologia visuale si occupa di documentare le manifestazioni visive del comportamento umano, analizzando le diverse usanze, i costumi, i miti e le cerimonie, l‟abbigliamento, l‟organizzazione dello spazio, i gesti e la mimica, e l‟arte in ogni sua forma. Le sue origini si identificano nel periodo delle esplorazioni etnografiche di fine Ottocento, momento in cui film e fotografia pongono agli antropologi diverse questioni, che diventeranno in seguito proprio il centro dell‟interesse per la nuova disciplina. L‟antropologia visuale si avvale di un approccio olistico, per poter porre l‟attenzione sui vari fenomeni sociali.1 La fotografia, fin dalle sue origini, fu ritenuta uno strumento fondamentale per qualsiasi attività di documentazione, in quanto antropologi, scienziati e altri studiosi credevano che essa fosse capace di riprodurre la realtà con precisione, tralasciando l‟intervento soggettivo dell‟uomo. E‟ proprio per questo motivo che l‟antropologia della seconda metà dell‟Ottocento si avvalse del mezzo fotografico per studiare i cosiddetti popoli primitivi, oggetto di studio durante il XIX secolo, epoca in cui l‟Occidente “moderno” e “civilizzato” entrò in contatto diretto con le popolazioni del continente africano, asiatico e americano. In questo periodo si inaugurò l‟era dell‟etnografia2, metodo peculiare per le grandi potenze colonialiste, interessate ad indagare le strutture sociali e i sistemi culturali delle popolazioni da loro controllate. Il sapere antropologico si servì, appunto, dello strumento fotografico per sistematizzarsi: la rappresentazione iconica risultava necessaria per studiare l’alterità umana, dal momento che una delle questioni fondamentali per le discipline demo-etno-antropologiche consisteva nella valorizzazione dell‟oggettività e dell‟attendibilità.3 Lungo tutto il secolo XIX perdurarono le catalogazioni delle diverse “razze” umane, utilizzando particolarmente il criterio della misura del cranio. 1 P. Chiozzi, Manuale di antropologia visuale, Edizioni Unicopli, Milano, 1992, pag. 9. 2 Letteralmente significa “descrizione dei popoli” (dal greco ethnos –nazione- e grapho –scrivo-). 3 P. Chiozzi, op. cit., pag. 17-18.
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Da Ernesto De Martino a Michael Herzfeld: la cultura popolare italiana nell'antropologia visiva

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Informazioni tesi

  Autore: Letizia Menolfi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze pedagogiche
  Relatore: Cristina Grasseni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 95

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