''THE SCHOLEMASTER'': Traduzione e cura del trattato sull'educazione dei giovani e sull'insegnamento del latino dell'umanista inglese Roger Ascham

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VIII assillati da tormento personale, «angrie at some other matters» 6 , o perseguitano i bambini, non per correggere l’errore, e si accaniscono arbitrariamente contro l’inclinazione naturale e il carattere che evidentemente non riescono a comprendere né a tollerare, essendo molte volte ignoranti almeno come i bambini stessi. In un paragrafo breve ma incisivo, inoltre, Ascham non risparmia neppure i genitori, i quali la maggior parte delle volte non sanno giudicare assennatamente quali dei loro figli avviare agli studi, col risultato che spesso si hanno le scuole piene di giovani privi di attitudine, ma anzi non tenendo in gran conto l’istruzione vi mandano spesso i peggiori e i più meschini, non ritenuti utili nell’economia familiare o nel lavoro dei campi. Ma ben presto si passano in rassegna anche le buone qualità che fanno la differenza tra un cattivo studente ed uno buono. Compare a questo punto una delle più aspre polemiche contenute nel libro, si procede a smentire la classica distinzione che fa sì che il maestro guardi, da una parte, con grande fiducia ed entusiasmo al quicke witte, cioè al giovane brillante, mentre dall’altra, non incoraggia e trascura quello che viene considerato inizialmente un harde witte, lo scolaro che a prima vista non sembra promettente, ma che, afferma lo scrittore, dà i frutti migliori una volta che viene seguito con pazienza e amore. Infatti, quest’ultimo, alla lunga si dimostrerà leale, costante e meticoloso, nonché affidabile e capace di affetti profondi. Ascham vuole far intendere che i risultati degli sforzi compiuti nell’ambito specifico dell’istruzione, concepiti come un investimento per il progresso di una nazione, possono essere compromessi sia dall’eccessivo protagonismo dei quick wits quanto dal protagonismo altrettanto privo di giustificazioni dei cosiddetti “picchiatori”. Infatti, i quickes wittes mal ripagano gli entusiasmi suscitati e la fiducia riposta in loro; la loro spiccata tendenza all’estroversione infatti li rende incostanti, superficiali e volubili, quindi inaffidabili, nella migliore delle ipotesi, e peggio ancora, inutili o dannosi agli altri. Tra le righe bisogna cogliere l’invito ad abbandonare le ristrette visioni personalistiche insieme alla severa censura per ogni espressione di mero individualismo, in favore di un ampliamento degli orizzonti che abbracci in modo solidale la causa comune, religiosa e politica, della nazione. Un’idea che di certo doveva tornare ad attualizzare e a promuovere nell’epoca Elisabettiana la riscoperta del concetto di res publica degli antichi: inutile discutere degli ampi riferimenti all’interno dell’opera, in cui l’autore si rifà alla tensione ideale di Platone, da cui proviene la prima testimonianza di uno stato ideale nella Repubblica, fino alla passione civile e all’ansia giuridica per il buon governo del periodo repubblicano di Roma. Ascham doveva pensare all’Inghilterra, 6 The Scholemaster, in vol. III di The Whole Works of Roger Ascham, cit., p. 97

Anteprima della Tesi di Paolo Della Mora

Anteprima della tesi: ''THE SCHOLEMASTER'': Traduzione e cura del trattato sull'educazione dei giovani e sull'insegnamento del latino dell'umanista inglese Roger Ascham, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Paolo Della Mora Contatta »

Composta da 202 pagine.

 

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