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Immigrazione e democrazia: l'esperienza italiana in una cornice internazionale

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16 e a una crisi del sistema politico dovuto all’emergere della corruzione. In questo contesto, che portò di lì a breve allo scandalo di Tangentopoli, emersero «una serie di partiti locali antisistema 5 » come la Lega Nord, che introdussero nel dibattito politico l’idea dell’immigrazione come elemento conflittuale. Inoltre, l’Italia, grazie alla legge Foschi e la sanatoria da esse prevista, cominciò ad essere inserita tra le mete degli emigranti dei Paesi in via di sviluppo e, in breve tempo, il numero degli immigrati aumentò. Infine, con la caduta del muro di Berlino e la fine della Guerra fredda nel 1989, fu rimosso l’ultimo ostacolo all’emigrazione dei paesi dell’Europa - orientale, e giunsero in Italia anche gli stranieri provenienti dall’Ucraina, la Polonia, l’Albania e la Jugoslavia; contemporaneamente si verificavano i primi episodi di razzismo. In questo contesto, nell’agosto del 1989 a Villa Literno, fu ucciso Jerry Masslo, un rifugiato sudafricano molto conosciuto nell’ambiente dell’associazionismo e dei sindacati, ad opera di delinquenti per futili motivi. La morte dell’africano fu la goccia che fece traboccare il vaso, dando il via a numerose manifestazioni antirazziste, che portarono l’opinione pubblica a chiedere una nuova legge. Fu così che il socialista Claudio Martelli si occupò della questione, definendo gli obiettivi principali delle nuove disposizioni, ovvero: sanatoria per i lavoratori già presenti in Italia; abolizione della riserva geografica (la ridefinizione del diritto di asilo politico e dello status di rifugiato); revisione della legge Foschi; programmazione dei flussi di immigrazione 6 . Dunque, cosa cambiava rispetto alla legge precedente? Innanzitutto veniva affrontata la questione della situazione dei rifugiati. Venivano abolite le riserve alla Convenzione di Ginevra del 28 Luglio 1951 7 , che stabilivano il diritto di asilo solo per i rifugiati provenienti da Paesi europei; veniva preso l’impegno di riordinare gli organi e le procedure atte a valutare le richieste di riconoscimento dello status di rifugiato; ed era chiarito quando non era possibile chiedere tale riconoscimento 8 (art. 1). Si affrontava la questione dell’ingresso dei cittadini stranieri extracomunitari (di seguito solo stranieri) nel territorio dello Stato. L’ingresso era consentito per motivi di: studio, turismo, lavoro autonomo o subordinato, per 5 Einaudi L., op. cit., pag. 133. 6 Ivi, pag. 142. 7 Ratificata dall’Italia con la legge del 24 Luglio 1954, n.722. 8 Cfr art. 1, comma 4.
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Immigrazione e democrazia: l'esperienza italiana in una cornice internazionale

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Informazioni tesi

  Autore: Maria D'apice
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università per stranieri di Perugia
  Facoltà: Lingua e Cultura Italiana
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Salvatore Cingari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 231

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