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Lo psicodramma classico: esercizio di creatività e di incontro con l'altro per la crescita personale

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8 come mai non pone fine alla propria detenzione, visto che è un monarca, e perché resta con gli alienati di ogni specie[…] nei giorni seguenti gli fa osservare a poco a poco il ridicolo delle sue pretese esagerate, gli mostra un altro alienato convinto anch’egli da tempo di essere rivestito del potere supremo e diventato oggetto di derisione. Dapprima il monarca si sente straziato, ben presto mette in dubbio il suo titolo di sovrano, infine giunge a riconoscere le sue chimere. Questa rivoluzione morale inattesa si produsse in quindici giorni, e dopo qualche mese di prova quel padre rispettoso è stato rimandato in famiglia 22 . Tutto ciò similmente a quanto accade in psicodramma, dove uno degli obiettivi fondamentali che ci si propone è di fare in modo che il soggetto, in qualità di membro dell’uditorio, s’impegni nell’osservazione del dramma che il protagonista va rappresentando, affinchè ricordi le proprie analoghe esperienze e si riconosca in lui, ossia nei suoi problemi, nelle sofferenze che essi recano, nel modo di percepirli e di affrontarli. Insomma, come accadeva con la tecnica del riconoscimento nello specchio di Pinel, lo psicodramma da al soggetto la possibilità di riconoscere se stesso e il proprio male nell’altro. Ancora una volta però, c’è da rilevare una differenza fondamentale tra i due procedimenti, costituita dal fatto che utilizzando il riconoscimento nello specchio si voleva indurre nel malato il sorgere della consapevolezza di essere come chi egli stesso aveva appena deriso e disprezzato (appositamente istigato a far ciò da coloro che lo assistono), e cioè una presa di coscienza caratterizzata dal dolore e dalla vergogna, nella convinzione che tale stato d’animo sarebbe stato un potente stimolo alla guarigione, mentre nello psicodramma, che pure vede nelle prese di coscienza circa il proprio malessere indotte dal rispecchiamento nell’altro dei fattori favorenti la guarigione, è assente l’idea che tali prese di coscienza siano efficaci solo se accompagnate da sentimenti di dolore e di vergogna (di cui comunque non si esclude l’utilità) e manca inoltre la convinzione che per prima cosa il paziente debba essere indotto alla derisione ed al disprezzo dell’altro, che mal si concilierebbe con uno dei suoi obiettivi fondamentali: favorire nei partecipanti alla sessione l’instaurarsi di relazioni fondate sul rispetto e la comprensione reciproca 23 . Se nel XVII e nel XVIII secolo medici e infermieri s’impegnavano a recitare per i loro pazienti, nel XIX secolo si diffonde ciò che oggi viene comunemente definita come teatroterapia, ossia la pratica di impegnare le persone affette da disagio psichico in vere e proprie rappresentazioni teatrali di testi preventivamente preparati ed eseguite in seguito ad un periodo di prove 24 . Grazie ad Esquirol, il più celebre allievo di Pinel, sappiamo che tra gli psichiatri che in quell’epoca pensarono di far recitare i malati in serate teatrali in ospedale, in Francia, nel 1805, ci fu il dottor De Coulmier, direttore all’ospizio di Charenton 25 , che agì in tal senso dietro suggerimento dell’ illustre marchese de Sade, anch’egli suo paziente: Considerando l’applicazione dei principi morali come uno dei suoi attributi più importanti il direttore [de Coulmier] credette di aver trovato nelle rappresentazioni teatrali e nella danza un rimedio supremo contro la follia…Venne disposto sopra l’antica sale dell’ospedale cantonale, 22 PINEL PH. Traité medico-philosophique, p.265, cit. in FOUCAULT M. (1961),cit., p.426-427. 23 Per una trattazione più approfondita dell’effetto provocato da coloro che prendono parte alla rappresentazione scenica in qualità di protagonisti o di io ausiliari su chi vi ha semplicemente assistito come membro dell’uditorio si rimanda alla lettura del terzo capitolo. Cfr. infra, p. 60. 24 Cfr. ANZIEU D. (1978), cit., Le psychodrame analytique chez l’enfant et l’adolescent, Presses Universitaires de France, Paris, tr. it. Lo psicodramma analitico del bambino e dell’adolescente, Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma, 1979, pp. 215-216. 25 L’ospedale di Charenton venne fondato nel 1641dai frati della Carità, che avevano fondato in tutta Europa una vasta rete di pensionati e di ospedali civili e militari che ebbero un ruolo fondamentale nel trattamento delle malattie mentali. Alla fine del secolo, in un edificio separato dal resto dell’ospedale e dal convento, viene creato un padiglione riservato ai malati di mente. Cfr. DE GROOTE M.R. (1967), cit., p. 132.
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Lo psicodramma classico: esercizio di creatività e di incontro con l'altro per la crescita personale

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Informazioni tesi

  Autore: Maria Cristina Cois
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'Educazione
  Relatore: Vincenzo Bongiorno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 110

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