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La questione delle unioni matrimoniali tra donne musulmane e uomini non musulmani in Italia

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Tuttavia la separazione del potere civile da quello religioso permette in Italia un tipo di matrimonio, quello civile, che segue le norme stabilite dallo Stato, e che a sua volta può assumere carattere religioso, attenendosi in questo caso alle disposizioni stabilite dalle varie comunità religiose, o può non assumerlo, attenendosi così alle sole disposizioni previste dalla legge dello Stato. Così, per esempio, l'impedimento della disparitas cultus, stabilito dal Codice di diritto canonico per il credente cattolico che non ottiene dispensa da parte dell'autorità cattolica competente, non ha valore nel caso in cui la coppia interreligiosa decida di sposarsi con il solo rito civile, il quale permette il matrimonio a tutti i cittadini senza distinzione di appartenenza religiosa. L'esistenza di potere civile e di tradizioni religiose in Italia rende necessario comunque un dialogo continuo tra lo Stato italiano e le varie comunità religiose presenti nel suo territorio. Anche a livello legislativo si impone un confronto tra le leggi civili e le varie leggi religiose, affinché le prime tutelino e favoriscano l'esistenza e l'attività delle comunità religiose e le seconde non agiscano in contrasto con i principi dello Stato. Così lo Stato italiano stabilì a partire dal 1984 dei patti, chiamati "Intese", con la maggior parte delle comunità religiose presenti nel suo territorio. Con la comunità che tra i cittadini italiani conta più fedeli, la cattolica, lo Stato italiano non ha mai stabilito un'Intesa analogamente a tutte le altre comunità. Nel 1929 però lo Stato aveva già stabilito con il Vaticano (e quindi con uno Stato straniero, non con una comunità religiosa presente al suo interno) un "Concordato", rinnovandolo in seguito nel 1984, affinché i due Stati, Repubblica italiana e Santa Sede, regolassero i propri rapporti. I due successivi Concordati quindi, pur presentandosi come accordi tra due Stati distinti, generano delle conseguenze all'interno del sistema legislativo italiano, distinguendo così la Chiesa cattolica da tutte le altre comunità religiose presenti in Italia. In particolare i Concordati trattano anche del matrimonio, riconoscendo reciprocamente una forma di matrimonio religioso (cattolico) che gode anche di effetti civili: nasce così il cosiddetto "matrimonio concordatario". Malgrado l'esistenza dei due Concordati, il dibattito tra Stato italiano e Chiesa cattolica continua, rendendo il rapporto tra le due istituzioni costantemente dialettico e aperto al confronto sulle questioni più varie. In questa situazione, già di per sé complessa, si innesta negli ultimi venti - trent'anni un nuovo interlocutore, che con il tempo è diventato sempre più importante all'interno della società italiana: si tratta dell'Islam, o meglio, della comunità di immigrati e, fondamentali per la presente trattazione, di immigrate di religione musulmana. La religione islamica infatti in epoca recente inizia a diffondersi in Italia soprattutto a causa dell'aumento dei flussi migratori verso il nostro Paese, e della stabilizzazione di intere comunità professanti la fede islamica all'interno del suo territorio. Attualmente l'Islam è la seconda religione più diffusa in Italia, e conta tra i suoi fedeli non 6
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Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Andriolo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne
  Corso: Lingue e letteratura afroasiatiche
  Relatore: Giorgio Vercellin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 118

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Parole chiave

concordato
cristian
diritto canonico
diritto civile
islam
matrimoni cristian
matrimoni mist
matrimoni musulman
musulman
patti lateranensi
sharia
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