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Prototipo di file sharing basato su tecnologia JXTA e reti Peer-to-Peer

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___________________Capitolo 1 - Dal paradigma Client/Server al Peer-to-Peer 12 può contenere o meno la risorsa. In caso negativo questi reinstradano la query ricevuta, nuovamente in broadcast, a tutti i peer con cui sono connessi (flooding). Ovviamente maggiore è il numero di connessioni in un peer, minore sarà il numero di hop effettuati (il numero, cioè, dei reinstradamenti della query), prima di reperire la risorsa. Bisogna, inoltre, prestare attenzione a non occupare, con una sola richiesta, tutta la rete: se, infatti, nessun peer può soddisfare la richiesta, la query teoricamente viene spedita all’infinito verso tutti i nodi. Per risolvere questo problema si può prima di tutto limitare il numero degli host a cui inoltrare le richieste ricevute e, in secondo luogo, impostare un parametro nella query, il time-to-live (TTL), il quale viene decrementato ad ogni hop; quando raggiunge il valore di zero, la query smetterà di essere inoltrata. Un ulteriore raffinamento da compiere potrebbe essere quello di impedire che un peer riceva più di una volta la stessa richiesta. I problemi maggiori di una struttura decentralizzata stanno nell’inserimento e nella rimozione di un nodo: ciascun peer, infatti, deve contenere una lista dei peer a cui è connesso e ogni volta che un nodo “nasce” o “muore” diverse tabelle di questo tipo devono essere aggiornate. Questo problema può essere limitato mettendo un server centrale che contenga gli indirizzi IP di tutti i peer attivi; nel momento in cui un peer cerca di inoltrare una query ad una macchina non più presente, questo scaricherà la nuova lista di peer attivi nella rete e la salverà in una propria cache. Questa è la soluzione adottata da Gnutella[3], un esempio di rete P2P. Un ultimo problema delle strutture decentralizzate sta nel fatto che spesso nelle reti di questo tipo ci sono macchine che utilizzano una larghezza di banda ristretta, diventando, talvolta, inutili per la ricerca di risorse (i cosiddetti “buchi neri”). 1.3.3 Struttura ibrida Le architetture ibride sono topologie di reti nelle quali non si ha un server centrale, ma non si può nemmeno affermare che i peer stanno tutti allo stesso livello. Esistono, infatti, strutture gerarchiche nelle quali ci sono dei nodi (i super-nodi o i rendez-vous a seconda del protocollo utilizzato) che si preoccupano soltanto di fare flooding di query, e altri che contengono e mettono a disposizione le risorse. Ciascun super-nodo è connesso a diversi peer e ad altri super–nodi e può contenere una tabella con le associazioni nome risorsa – indirizzo della macchina, dove la macchina è un peer collegato ad esso. Nel momento in cui un peer effettua una richiesta, questa viene
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Informazioni tesi

  Autore: Leonardo Simone
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Informatica
  Relatore: Giancarlo Ruffo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

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