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Prototipo di file sharing basato su tecnologia JXTA e reti Peer-to-Peer

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___________________Capitolo 1 - Dal paradigma Client/Server al Peer-to-Peer 8 venivano poco aggiornati e il carico di lavoro a cui venivano sottoposti i server erano adatti alle proprie capacità. Con il passare del tempo, tuttavia, il Web ha assunto sempre più importanza diventando non solo una cornice alle informazioni, ma esso stesso una fonte. Diventa, in questo modo, fondamentale l’aggiornamento e la presentazione dei siti; la stessa informazione rappresentata non è più quella tradizionalmente composta da immagini e testo, ma può contenere anche informazioni multimediali come audio, filmati o animazioni. Le cause di questo importante cambiamento sono da rintracciarsi nel vasto incremento, che si è avuto in questi anni, di utenti connessi ad Internet: dal 1993 al 2002 tale numero è aumentato di circa 147 volte e sono occorsi soltanto cinque anni per raggiungere i 50 milioni di utenti (a differenza dei 38 per la radio o dei 13 per la televisione). Un numero così vasto di utenti (oltre 150 milioni di host) ha portato non pochi problemi ad una struttura basata sul paradigma client/server. La velocità dei calcolatori è cresciuta molto negli ultimi anni, così come la larghezza di banda da affidare a ciascuna comunicazione, ma tale crescita non è riuscita a tenere il passo della diffusione di Internet. I problemi più grandi sono a carico dei server: ciascun server, infatti, può essere collegato a migliaia di client ognuno dei quali effettua richieste diverse e sempre più complesse, che non sempre possono essere soddisfatte. Una soluzione adottata per cercare di risolvere questo tipo di problemi è stata quella di avere un server principale (il Content provider) e una serie di altri server più o meno secondari; ciascuno di questi server conserva al suo interno una copia dei dati contenuti nel Content provider e, nel momento in cui un client chiede una risorsa, questa sarà ceduta da uno dei server secondari (quello meno carico di lavoro). La gerarchia di macchine può essere anche a molti livelli, distribuendole sia su una rete locale sia su una geografica. Una simile struttura, tuttavia, comporta due svantaggi: in primo luogo si ha una ridondanza di informazioni non indifferente poiché gli stessi dati vengono copiati su macchine diverse. In secondo luogo occorre effettuare, ad ogni richiesta, una scelta della specifica macchina che dovrà soddisfarla e questo comporta un ulteriore carico di lavoro e dispendio di tempo. Un'altra soluzione adottata è stata quella del Web Cluster: secondo questa struttura, un unico server vene implementato da diverse macchine distribuite localmente in
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Informazioni tesi

  Autore: Leonardo Simone
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Informatica
  Relatore: Giancarlo Ruffo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

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