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L'Amiata tra '600 e '800 - Una vicenda geostorica

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8 miniere e contemporaneamente della legna da ardere, ha facilitato un‟evoluzione di alcuni boschi verso le fustaie di alto fusto. Il passaggio alla serie successiva dei querceti a roverella avviene gradualmente, sotto i 700 metri, negli spazi lasciati liberi dall‟agricoltura e dalle colture arboree (olivo e vite). Il bosco a roverella appare generalmente piuttosto degradato dai tagli troppo frequenti e dal pascolo che, particolarmente in passato, vi è stato esercitato con notevole intensità; - nella fascia di alta collina (600-700 metri) incontriamo la vite, l‟olivo e qualche seminativo” 5 . “Il faggio dà legname per l‟artigianato e legna per il fuoco; il castagno, legname da costruzione, marroni da vendere, castagne per la polenta che, d‟inverno, sostituisce molto spesso il pane. Qui è l‟olio, il vino, la cui esuberanza fornisce i mezzi per l‟acquisto dei cereali mancanti; il granoturco si raccoglie fin sopra gli 800 metri, la patata, sino ai faggi. Qui sono frutti di varia specie: dal pesco al fico, nella parte bassa delle vigne, al pero, ciliegio, noce, melo: il loro sapore è squisitamente dolce per la singolare ricchezza potassica del terreno. Qui sono acque solfuree, acidule, medicamentose; farine fossili, terre gialle, mercurio” 6 . L‟Amiata è una regione di antichissimo popolamento, grazie alle sue risorse idrografiche, forestali, e minerarie: già al tempo degli etruschi le circostanti città di Chiusi, Roselle, Saturnia, e forse Sovana, avevano avviato un‟intensa industria estrattiva, in primo luogo per quanto concerneva sostanze coloranti; sicuramente vennero sfruttate anche le acque termali di Bagni Vignoni e Bagni San Filippo. In questa terra ricca di risorse agricole e minerali, nell‟VIII secolo giunsero i monaci Benedettini, e successivamente i conti Aldobrandeschi, che se ne divisero il dominio fino al principio del XIII secolo. “La fondazione dell‟abbazia benedettina di San Salvatore al Monte Amiata, avvenuta verso la metà dell‟ottavo secolo, rispondeva alle necessità strategiche del tardo regno longobardo, quando il bisogno di collegare stabilmente la Tuscia all‟area padana si fece più impellente, anche alla luce del progetto di includere una volta per tutte Roma nell‟area di influenza della corona” 7 (Liutprando, re dal 712 al 744, intendeva infatti realizzare una strada a lunga percorrenza tra centro e nord Italia). Il monastero di San Salvatore, collocato sulla pendice orientale del Monte Amiata, sorse dunque in un periodo compreso negli anni di regno di Rachis (744-749) e Astolfo (749-756) - successori di Liutprando - in qualità di abbazia regia, sorta su un territorio regio, e con un fondo economico da parte regia, con lo scopo di sorvegliare lo stretto passaggio tra le valli del Paglia e del Formone. Dal monastero si poteva inoltre vigilare la strada per Roma, che diventava ogni anno sempre più importante; senza dimenticare che questa era terra di confine con lo Stato della Chiesa, presso Acquapendente (al ponte della Paglia), e più tardi presso Radicofani. Gli Aldobrandeschi, penetrati gradualmente nel cuore della montagna a partire dai loro feudi di Roselle e Sovana, conobbero una fase di grande splendore verso la metà del IX secolo, con la creazione della Contea Aldobrandesca (secoli IX-XIII), e poi Contea di Santa Fiora (fino al XIX secolo). Comunque il maggiore sviluppo della regione, sia economico che demografico, si registrò intorno al Mille, quando l‟abbazia benedettina di San Salvatore e i conti Aldobrandeschi furono in grado di dominare l‟intera regione giuridicamente e 5 L. NICCOLAI, i Boschi dell’Amiata, in “Amiata, Storia e Territorio”, agosto 1990, anno III, n° 8, pp. 40-41-42. 6 Z. CIUFFOLETTI e P. NANNI (a cura di), Ildebrando Imberciadori, op. cit., pag. 8. 7 M. NUCCIOTTI, L’Amiata nel Medioevo (secoli VIII-XIV), in Z. CIUFFOLETTI (a cura di), Il Parco Minerario dell’Amiata. Il Territorio e la sua Storia, Edizioni Effigi, Arcidosso, 2006, pag. 162.
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L'Amiata tra '600 e '800 - Una vicenda geostorica

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Informazioni tesi

  Autore: Serena Martinelli
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Materie Letterarie
Anno: 2007
Docente/Relatore: Rombai Leonardo
Istituito da: Università degli Studi di Firenze
Dipartimento: Facoltà di Scienze della Formazione
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 778

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