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L'Amiata tra '600 e '800 - Una vicenda geostorica

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10 „albero del pane‟ (la farina di castagne si poteva trasformare in polenta, o barattare in cereali con i contadini della Maremma). E neppure la conquista dell‟Amiata, avvenuta tra duecento e quattrocento a opera di Siena, riuscì a turbare gli equilibri sociali ed economici formatisi in epoca feudale; anzi la sicurezza garantita dal potere cittadino permise ai comuni rurali amiatini di ottenere statuti locali, che assicuravano loro il controllo delle risorse ambientali: i comunisti locali potevano così godere dei cospicui beni collettivi (boschi, castagneti, pascoli, acque). Anche al momento della conquista dello Stato di Siena (1555) da parte del granducato mediceo, l‟Amiata mantenne le sue caratteristiche di regione densamente popolata e dotata di un‟organizzazione agro-silvo-pastorale, con godimento collettivo di vaste estensioni sode a pastura, di estensioni boschive, e di spazi seminabili; sistema integrato - come si è già osservato - da migrazioni stagionali verso la Maremma, o al seguito dei bestiami transumanti, o richiamati dai cicli della cerealicoltura, e integrato anche da occupazioni artigianali. In epoca rinascimentale e granducale si assisterà alla formazione della piccola proprietà coltivatrice. Gran parte dei beni feudali e comunali furono infatti distribuiti fra le famiglie residenti: nel 1510 a Santa Fiora per volontà del conte Federico Sforza; alla fine del 1500 a Castel del Piano, dove circa quattrocento ettari di castagni della Selva di Gravilona furono suddivisi in numerose prese e preselle, e dati a livello ai comunisti, con l‟obbligo di migliorarli, e di seminare certi generi di prima necessità familiare. “Altra base del piccolo possesso erano i vasti patrimoni di „signori‟ e di Enti, religiosi o laici, che concedevano le proprie terre “a linea” a coltivatori diretti” 11 . Nel corso del 1700 si assisterà poi a un vero e proprio processo di sistemazione della proprietà. La popolazione amiatina si troverà infatti a risolvere un duplice problema: aumentare la produzione degli alimenti necessari alla famiglia crescente (nel settecento crescendo la popolazione, cresce anche la fame), e “diventare sicuri possessori, se non proprietari, della terra coltivata con le proprie mani, senza esser costretti, possibilmente, a lasciare il proprio paese in cerca di lavoro e denaro nella vicina, mortale Maremma” 12 . Quando nei primi decenni del settecento l‟amministrazione centrale di Firenze svolgerà un‟indagine per valutare le condizioni di vita degli abitanti delle campagne, le comunità amiatine risulteranno paralizzate sul piano finanziario: c‟erano infatti comunità e luoghi pii che avevano un debito di oltre 3.000.000 verso l‟amministrazione centrale di Grosseto, a causa di tasse arretrate da moltissimo tempo e a causa dei lavori pubblici compiuti; d‟altro canto queste comunità e luoghi pii avevano un ingente credito verso i comunisti, per lo più miserabili braccianti, che da lungo tempo non avevano più pagato il canone della loro presella. L‟amministrazione centrale di Firenze decise allora di intervenire dichiarando estinti tutti i debiti che le comunità avevano verso gli uffici centrali, e ordinando alle singole amministrazioni comunali di recuperare parte dei loro crediti verso i privati: il debito fu completamente condonato ai miserabili! Nel 1732 bisognerà affrontare un altro grave problema: molti capifamiglia coltivavano in qualità di livellari - sia pure a tempo indeterminato - terreni del comune appresellati. Queste prese che erano una volta terreno spolto e macchioso, erano ormai divenuti castagneti, vigneti e oliveti, piantati illegalmente dai possessori su terreno comunale, e conseguentemente di proprietà comunale. Fu per questa ragione che con rescritto del 27 settembre 1732 S. A. R. risolse il problema del possesso, riconoscendo il diritto di proprietà di castagni, viti, e olivi, a coloro che li avevano coltivati e piantati, sia pure su suolo comunale. I castagneti di proprietà comunale venivano dunque concessi ai possessori e a tutti i loro discendenti maschi all‟infinito, dietro pagamento di un canone annuo pari a dieci soldi per ogni staio di terreno. “Si fa, così, sempre più stridente un 11 Z. CIUFFOLETTI e P. NANNI (a cura di), Ildebrando Imberciadori, op. cit., pag.275. 12 Ivi, pag. 273.
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L'Amiata tra '600 e '800 - Una vicenda geostorica

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Informazioni tesi

  Autore: Serena Martinelli
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Materie Letterarie
Anno: 2007
Docente/Relatore: Rombai Leonardo
Istituito da: Università degli Studi di Firenze
Dipartimento: Facoltà di Scienze della Formazione
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 778

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