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L'Amiata tra '600 e '800 - Una vicenda geostorica

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13 terreni incolti (la lunga campagna autunnale terminava a dicembre, e rendeva necessario il ritorno in Maremma al momento della raccolta del grano). Il popolamento montano sempre più denso, e le scarse possibilità di lavoro, a partire dalla seconda metà del XIX secolo determinarono un allargamento dell‟emigrazione stagionale, dirigendola anche verso altre mete italiane, e non solo: Sardegna, Corsica, Francia ecc.. “Questi trasferimenti si originavano - dai tempi moderni e contemporanei, fino alla prima metà del XX secolo - soprattutto per taglio e carbonizzazione di boschi, per semina e soprattutto per mietitura e trebbiatura dei cereali, per raccolta delle olive, per lavori di bonifica e transumanza armentizia” 20 . Tra ottocento e novecento, gli equilibri locali furono sempre più messi in crisi dalla grande crescita demografica (determinata dal forte incremento naturale, che compensava il movimento migratorio), e infine dalla nascita e sviluppo dell‟industria mineraria (estrazione di mercurio), che diverrà la più importante fonte di occupazione per la popolazione amiatina, fino alla chiusura delle miniere avvenuta nel 1976. Bisogna tuttavia ricordare che la miniera non rappresentò un settore separato dal mondo agricolo: i minatori continuarono, infatti, a coltivare intensamente i loro piccoli pezzi di terra - vigne, oliveti, orti - nel tempo libero; mentre l‟estrazione e la lavorazione del cinabro continuarono a richiedere quantitativi ingenti di legname da costruzione, ma soprattutto da ardere (con conseguenze anche devastanti). La saturazione dell‟economia agro-silvo-pastorale (il settore era ormai saturo a causa del continuo frazionamento della proprietà fondiaria), e la crisi mineraria (la quale dette le prime avvisaglie negli anni ‟20 del novecento, per esplodere nel 1931-32, e protrarsi per l‟intero decennio), portarono le amministrazioni locali e quella statale a un tentativo di diversificazione produttiva incentrato a favorire lo sviluppo turistico. Fu allora che i paesi principali si dotarono di alberghi e strutture di ristoro, e fu allora che vennero costruite strade rotabili che da Seggiano, Castel del Piano, Arcidosso, Santa Fiora, e Abbadia San Salvatore conducevano fino alla vetta della montagna. Negli anni „50-‟70 del novecento con il boom economico, si assisterà poi alla realizzazione di un‟edilizia turistica tutta attorno ai vecchi centri abitati (costruzione di seconde case). A partire dall‟ultimo dopoguerra si registrerà comunque un‟inversione di tendenza per quanto concerne il popolamento: la regione amiatina diventerà area di forte esodo, e comincerà l‟abbandono delle campagne in cerca di lavoro e di migliori condizioni di vita. Tutt‟oggi la popolazione amiatina continua a diminuire e a invecchiare. I caratteri strutturali della regione amiatina - tra seicento e ottocento - emergono in maniera nitida dalle relazioni effettuate in tutte le comunità dello Stato Senese dal Senatore Auditore Bartolomeo Gherardini (1676-1677), conservate manoscritte presso l‟Archivio di Stato di Firenze nel Fondo Mediceo del Principato, filze 2072-2073; dalle relazioni dell‟Auditore Generale Stefano Bertolini (1761), conservate manoscritte presso l‟Archivio di Stato di Firenze nel Fondo Segreteria di Finanze-Affari ante 1788, filze 1009-1010-1011; dalle relazioni del Visitatore Generale Giovanni Cristiano Miller (1766-1769), conservate manoscritte presso l'Archivio di Stato di Firenze nel Fondo Segreteria di Finanze-Affari ante 1788, filze 720-721-722-725-726; dalle relazioni del Funzionario Granducale Francesco Dini (1786-1787), conservate manoscritte presso l‟Archivio di Stato di Firenze nel Fondo Segreteria di Finanze-Affari ante 1788, filza 1020; e dagli atti preparatori del Catasto Particellare Toscano (1825), conservati manoscritti presso l‟Archivio di Stato di Firenze nel Fondo Catasto Generale 20 Ivi, pag. 123.
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L'Amiata tra '600 e '800 - Una vicenda geostorica

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Informazioni tesi

  Autore: Serena Martinelli
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Materie Letterarie
Anno: 2007
Docente/Relatore: Rombai Leonardo
Istituito da: Università degli Studi di Firenze
Dipartimento: Facoltà di Scienze della Formazione
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 778

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