Ebraismi dell'Europa centrale: emancipazione politica e simbiosi intellettuale

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14 solo per coloro i quali si impegnano in un processo di crescita individuale. Questo vuol dire che l’emancipazione non è una realtà concretizzabile universalmente, ma esclude grandi strati della popolazione; è avverabile non per la massa della popolazione, quanto per singoli, capaci, con un processo di formazione e crescita interiore, di staccarsi dalle tradizioni più oscure del giudaismo ed integrarsi con la nuova cultura nazionale 18 . Nello sviluppo della pratica emancipatoria tedesca, l’uguaglianza sociale degli ebrei non si riconosce in quanto si è appartenenti allo stesso Stato - e quindi cittadini – ma nella misura in cui si estirpano i caratteri precipui giudaici, accogliendo le tradizioni culturali tedesche 19 , e l’elevazione sociale ebraica si compie grazie alla conoscenza personale di un ebreo da parte di un tedesco, poiché nel riconoscimento delle differenze nella formazione e nel carattere, c’è la premessa del superamento della disuguaglianza grazie all’auto- educazione 20 . Una simile concezione, che determina in potenza l’universale uguaglianza degli uomini, nei fatti sancisce una differenza di trattamento verso i singoli. Coloro i quali hanno le capacità – ma anche le possibilità economiche 21 – di migliorare la propria cultura vengono considerati ebrei validi, mentre tutti coloro i quali 18 Ciò sarà quanto si cercherà di fare in Germania dopo il 1871, quando si tenterà l’assimilazione degli ebrei tedeschi alla cultura nazionale. 19 Ovviamente questo atteggiamento, proprio di parte della classe borghese tedesca, è indipendente dall’effettiva parità giuridica ottenuta dagli ebrei alla metà del XIX secolo. Indica solo come, in quelle sfere della popolazione più sensibili al richiamo illuminista, vengano adottati dei sistemi di valore che guidano l’assimilazione degli ebrei emancipati. 20 È questo lo schema che pone nel sentimento dell’amicizia, intesa nella sua forma borghese della Freundlichkeit, il reale riconoscimento sociale degli ebrei. Cfr. George Mosse Il dialogo ebraico tedesco. Da Goethe a Hitler, Firenze, La Giuntina, 1988, pp. 21- 22. 21 Sono le classe agiate, che hanno del tempo libero da dedicare ai propri studi personali, che possono intraprendere l’auto-educazione, mentre le classi meno abbienti, col costante problema della sopravvivenza, sono ben lontane dal pensare alla propria crescita spirituale.

Anteprima della Tesi di Luna Meli

Anteprima della tesi: Ebraismi dell'Europa centrale: emancipazione politica e simbiosi intellettuale, Pagina 13

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Luna Meli Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

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