Studio della biodiversità: il caso delle alghe rilevate dalla struttura oceanogra ca Daphne.

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Diversit a specica ( intesa come numero e frequenza delle specie in un dato ecosistema); Diversit a eco-sistemica ( da intendersi come numero ed estensione relativa dei tipi di habitat/ecosistemi in una data regione;) Per ogni categoria si possono dunque riconoscere due componenti di base: la categoria (ad esempio gli individui e le specie) e una misura di abbondanza cor- relata, o frequenza relativa. La biodiversit a, quindi, deriva oltre che da dierenti processi, ciascuno su scala diversa, anche dai rapporti che si sono generati nel tempo tra le componenti ambientali, i coecienti naturali e l’azione antropica svolta appunto dall’uomo. Per questo motivo, per poter \misurare" e descrivere in maniera dettagliata la biodiversit a della comunit a in esame, occorre estrarre gli attributi primari, tra cui composizione, struttura e funzione. In un secondo momento si attribuisce loro un peso, al ne di confrontare eco- sistemi o habitat diversi, non solo da un punto di vista qualitativo, ma anche e, soprattutto quantitativo(ANPA 2002). I tre aspetti della biodiversit a che sono di interesse primario sono: Numero delle specie. Ricchezza complessiva. Evenness(valori alti occorrono quando molte specie hanno ricchezza simi- le,in questo caso infatti non abbiamo singole specie dominanti). Deniti gli aspetti che maggiormente caratterizzano la biodiversit a di una co- munit a, la singola specie rappresenter a l’unit a di misura minima della diversit a. Risulta necessario inoltre specicare la scala a cui si far a riferimento. Perch e la diversit a pu o essere analizzata a diverse scale, sia spaziali che tempo- rali e da queste risulter a fortemente dipendente. Nella teoria la classicazione tradizionale, rispetto alla scala spaziale d’indagine, distingue le seguenti componenti (Wittaker 1960,1962,1972). -diversit a - rappresenta la diversit a di un habitat o di una comunit a e si compone di due elementi distinti, entrambi quanticabili separatamente. Il primo elemento e la ricchezza specica, cio e il numero di specie che caratterizzano una comunit a, la seconda e rappresentata dall’evenness, che esprime il grado di ripartizione delle abbondanze tra le singole specie di una comunit a. Un valore molto alto di evenness si ha quando tutte le specie hanno un’ab- bondanza pressocch e uguale, infatti maggiore e l’evenness di una comu- nit a, maggiore e la sua diversit a (Magurran 1988). I principali indici di -diversit a sono gli indici di Shannon (1948) e di Simpson (1949). -diversit a - consiste nel grado di cambiamento della diversit a specica tra le comunit a distinte presenti in un ecosistema. Un’accurata misura di -diversit a risulta fondamentale per capire le modalit a con cui le singole specie sono distribuite entro un dato habitat; e spesso utilizzata per dare un indicazione del grado di eterogeneit a tra habitat diversi e insieme all’ -diversit a, fornisce una misura della diversit a totale e dell’eterogeneit a biologica di un’area (Wilson & Shmida 1984). 8

Anteprima della Tesi di Vito Ettorre

Anteprima della tesi: Studio della biodiversità: il caso delle alghe rilevate dalla struttura oceanograca Daphne., Pagina 3

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Statistiche

Autore: Vito Ettorre Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

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