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La tutela della lavoratrice madre nell'ordinamento nazionale

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6 I principi fondamentali dettati dalla Costituzione a tutela del lavoro femminile e che vengono incontro alla promozione della parità di trattamento, sono essenzialmente due: il principio di uguaglianza (artt. 3 e 37 Cost., 1° comma), e il principio di tutela della maternità (art. 31 Cost., 2° comma e ribadito nell’art. 37 Cost., 2° comma). Innanzitutto occorre analizzare il principio di eguaglianza sostanziale su cui si basa il nostro ordinamento, a partire dalla Costituzione. A tal proposito l‟art. 3 Cost. recita che ‹‹tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali››, mentre è compito della Repubblica ‹‹rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i cittadini all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese››. La norma mira al riconoscimento delle “pari dignità” di ogni persona, lasciando intendere, nel 2° comma, che la garanzia dell‟effettiva possibilità di ciascuno di orientare autonomamente le proprie scelte non può essere disgiunta dall‟impegno al superamento delle condizioni di minorità che comprimono in concreto, per alcuni, tale possibilità. Col principio di eguaglianza sostanziale si impone allo Stato e agli enti pubblici di porre in essere quelle misure specifiche di sostegno volte a realizzare una reale parità di trattamento, sostenendo le categorie svantaggiate. Il principio di eguaglianza formale, invece, è inteso come uguaglianza di fronte alla legge, tramite il quale si impone che vengano trattate in modo eguale situazioni eguali. Ciò che non si può dimenticare è che la ‹‹libertà e dignità della persona…sono elementi costruttivi del principio di uguaglianza››, non valori ad esso estranei. L‟art. 37 Cost. introduce un vero e proprio divieto di discriminazione a favore della donna per cui ‹‹la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore›› e, inoltre, ‹‹le condizioni di lavoro devono consentire›› alla donna ‹‹l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale ed adeguata protezione››. Tale principio di tutela della maternità viene anche ripreso, esplicitamente, dall‟art. 31 Cost., 2° comma. I due criteri si condizionano a vicenda nel senso che la discriminazione pone limiti alla parità e la parità pone limiti alla discriminazione. Di fatti, la discriminazione è
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La tutela della lavoratrice madre nell'ordinamento nazionale

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Informazioni tesi

  Autore: Selenia Buonarroti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Carmelo Romeo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 73

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Parole chiave

azioni positive
allattamento
uguaglianza sostanziale
divieto di licenziamento
congedi parentali
disciplina delle mansioni
pari opportunità
paternità
astensione obbligatoria
lavoratrice madre
diritto del lavoro
anticipo e posticipo dell'astensione
uguaglianza formale
maternità
malattia determinata da gravidanza
periodo di comporto
congedi familiari
divieto di disciminazione
lavoratrice donna
normativa comunitaria
nullità del licenziamento
astensione facoltativa
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