Verso la definizione di un nuovo modello di trasferimento tecnologico per le Università Italiane: dalla gestione dell’IPR al Marketing della Ricerca. Esperienze a confronto

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14 1. Economia della conoscenza Il concetto di economia della conoscenza, o dall’inglese, knowledge-based economy, a volte anche definita knowledge-driven economy [Cowan, 2000] nasce perlopiù da una analisi retrospettiva dei trend che hanno caratterizzato il sistema industriale e dell’innovazione degli ultimi decenni del secolo scorso, come è riportato nel documento “The Knowledge-Based Economy”, pubblicato dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) nel 1994 [Oecd, 1996]. Tale terminologia risulta, infatti, da una analisi del ruolo assunto dalla conoscenza e dalla tecnologia nella crescita economica. La conoscenza, racchiusa nelle persone, sotto forma di capitale umano, e nelle tecnologie ha sempre avuto una posizione centrale nello sviluppo economico, tuttavia solo verso la fine del secolo scorso questa centralità è stata riconosciuta ed è divenuta via via sempre più importante. Da alcuni dati riportati dall’OCSE emerge come verso la fine degli anni ’80 questi trend abbiano cominciato a manifestarsi con la massima entità. La produttività e il tasso di impiego nei settori high-tech, come il mondo dei computers, l’elettronica e l’aerospazio hanno iniziato ad accelerare in quegli anni arrivando a rappresentare quote estremamente rilevanti dell’intera produzione industriale, superati solo dai settori dei servizi definiti knowledge-intensive, come l’istruzione e i servizi per l’informazione e la comunicazione. Si stima che, già agli inizi degli anni ’90, più del 50% del Prodotto Interno Lordo (PIL) dei principali paesi OCSE fosse “knowledge-based”, cioè derivato da quel genere di attività. Oggi, con l’emergere di nuovi settori estremamente interdisciplinari come la bio-informatica, le bio- e le nano-tecnologie (o le nano-bio- tecnologie), questo trend si sta ulteriormente intensificando. L’analisi retrospettiva di questi trend ha poi portato, negli anni successivi, gli economisti a rivedere le teorie della crescita economica. Le “funzioni di produzione” tradizionali dell’economia classica si concentrano principalmente su forza lavoro, capitale, materie prime ed energia, mentre conoscenze e tecnologie sono considerati aspetti esterni che, al limite, influenzano la produzione. Ora vengono sviluppati nuovi approcci e modelli analitici che possano tenere conto più direttamente del ruolo della conoscenza nelle funzioni di produzione. Gli investimenti in conoscenza possono aumentare la capacità produttiva degli altri fattori così come trasformarli in nuovi prodotti e processi e, dal momento che gli investimenti in conoscenza sono in aumento, essi appaiono come l’elemento chiave per la crescita economica di lungo periodo. L’idea che la conoscenza giochi un ruolo chiave nella crescita economica non è certo nuova. Adam Smith faceva riferimento a nuovi “layers of specialists” che sono uomini di

Anteprima della Tesi di Shiva Loccisano

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Tesi di Dottorato

Dipartimento: Statistica e Matematica Applicata

Autore: Shiva Loccisano Contatta »

Composta da 141 pagine.

 

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