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Parco dei Nebrodi: sviluppo sostenibile, cooperazione e turismo integrato

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5 CAPITOLO 1 - Tra conservazione della natura e sviluppo locale: il Parco dei Nebrodi. § 1.1 – Uno sguardo sui Monti Nebrodi. Il Parco dei Nebrodi deve la sua denominazione all‟elemento paesaggistico principale che ne costituisce il cuore e la profonda ragion d‟essere: i Monti Nebrodi. Questa catena montuosa, situata nella parte nord-orientale della Sicilia e che si affaccia a settentrione direttamente sul Mar Tirreno, costituisce, assieme alle Madonie ad ovest e ai Peloritani ad est, il cosiddetto Appennino Siculo. Il limite meridionale è invece segnato dall‟Etna, dal fiume Alcantara e dall‟alto corso del Simeto. Numerosi sono i rilievi che superano i 1500 metri di quota (Monte Soro, Serra del Re, Serra di Trearie, Monte Pelato, Monte Pomiere, Monte Sambughetti, Monte Castelli). In contrasto con l‟immagine comune di una Sicilia arida e arsa dal sole, il paesaggio naturale dei Nebrodi è caratterizzato da una ricchissima vegetazione, ampi boschi e ambienti umidi. Non a caso “essi rappresentano gran parte di quel territorio che gli Arabi chiamavano Valdemone (vallis nemorum) cioè «terra di boschi»” (Giaimi, 1994, p. 9). L‟aspetto principale di questi monti è proprio la presenza di estese formazioni boschive, che nell‟insieme coprono circa 50.000 ettari, pari al 25% dell‟intero patrimonio forestale della Sicilia. E in una regione come questa, che come già accennato prima è generalmente nota per la siccità e la mancanza di verde, può destare meraviglia la persistenza di un “manto forestale così vasto e continuo, in cui l‟escursionista può camminare per giorni sempre restando all‟ombra di querce, sughere, cerri, aceri, faggi, tassi: specie vegetali spesso insospettate, giunte fin qui da paesi lontani nel corso delle passate ere geologiche” (Giaimi, 1994, p. 9). L‟idrografia dell‟intera area è di notevole consistenza, caratterizzata da numerosi corsi d‟acqua a carattere spiccatamente torrentizio (Zappulla, Flascio, Mazzarrà, Rosmarino, Caronia, Naso, Inganno). I corsi d‟acqua hanno sempre percorsi relativamente brevi, con pendenze elevate nel tratto iniziale e via via decrescenti nel tratto medio inferiore. Inoltre sono presenti diversi stagni, sorgenti, zone umide e laghi d‟alta quota (Biviere di Cesarò, Maulazzo, Trearie,
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Parco dei Nebrodi: sviluppo sostenibile, cooperazione e turismo integrato

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Informazioni tesi

  Autore: Luigi Catania
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Girolamo Cusimano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 54

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Parole chiave

sviluppo sostenibile
turismo integrato
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