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Il rumore nei film di Roman Polanski

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Questi espedienti derivavano dalla tradizione delle rappresentazioni popolari ottocentesche, come il vaudeville 9 , il circo e gli spettacoli musicali; i rumoristi si nascondevano dietro lo schermo o nella sala, per imitare i suoni delle immagini che venivano proiettate. Ciò che determinò una svolta nellʼevoluzione del linguaggio cinematografico fu la possibilità di raggiungere - attraverso la registrazione del suono sulla pellicola - la sincronia tra suono e immagine. La rivoluzione radicale del suono sta, non tanto nel fatto che si ascoltino i suoni - in questo non cʼè nulla di scioccante per lo spettatore degli anni venti - quanto piuttosto che la percezione uditiva viene attivata su quella visiva 10 . Se da un lato, la musica e i rumori costituivano una tradizione ben radicata nel cinema muto - sebbene dipendessero dallʼesecuzione dal vivo in sala - la possibilità di vedere la fonte e, contemporaneamente, di udire il suono della voce umana, rappresentò un elemento nuovo e perturbante per una forma artistica che era maturata anche grazie a questa assenza: Per esso [il cinema] fu unʼopportunità che il suono gli lasciasse carta bianca per trentʼanni, e non lo raggiungesse che dopo. Senza questo, sarebbe restato, molto probabilmente, unʼarte legata al suono, dipendente dalla parola. 11 Nel film muto la parola era unʼimmagine, o, meglio ancora, era un intervallo tra le immagini, era una didascalia. Grazie al montaggio, la narrazione filmica era basata sulla visione. 9 9 Il vaudeville è un genere teatrale nato in Francia a fine Settecento. A fine Ottocento in America, era tra i generi popolari più amati. Per dare unʼidea, dellʼinfluenza che il genere ebbe sul cinema muto, possiamo ricordare che Buster Keaton proveniva da una famiglia di attori di vaudeville, e lui stesso debuttò in teatro allʼetà di soli cinque anni. Cfr. Cullen Frank, Vaudeville, old & new: an encyclodeedia of variety performers in America, Routledge, New York, 2007, Vol. 1, pp. 592 - 596. 10 Denunzio Fabrizio, Fuori campo: teorie dello spettatore cinematografico, Maltemi, Roma, 2004, p. 124. 11 Chion Michel, La toile trouée. La parole au cinéma, Cahiers du cinéma, Paris, 1988, p. 115.
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Il rumore nei film di Roman Polanski

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Romeo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Gian Battista Canova
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 103

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