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La diffusione dei contratti atipici: costi e benefici

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4 passare del tempo di ricerca della nuova occupazione, fungendo da meccanismo di auto-selezione: i disoccupati, secondo questa teoria, accettano solamente il salario che ritengono giusto per le loro capacità, andando così a formare la disoccupazione volontaria 1 . Una visione empirica però, ci mostra come questa teoria potrebbe al massimo spiegare il comportamento dei giovani in cerca della prima occupazione e non del totale della disoccupazione, che, secondo le statistiche, è composta da licenziati (non per loro volontà) che raramente cercano il lavoro in modo attivo, ma che lo attendono 2 , accettando solitamente la prima proposta che viene offerta loro. In molte correnti di pensiero invece, si considera la disoccupazione una conseguenza delle rigidità salariali: i salari dovrebbero diminuire all‟aumentare della disoccupazione, per favorire nuove assunzioni. La rigidità coinvolge sia il salario nominale (o monetario), ossia la quantità di moneta che viene data al lavoratore dipendente in cambio della sua prestazione, sia quello reale, che rappresenta il potere d'acquisto del primo, cioè la quantità di beni e servizi che il lavoratore può ottenere con esso, sull‟andamento del quale l‟impresa effettua le proprie scelte. L‟evidenza empirica mostra le possibili cause della rigidità, spesso dovuta alla durata pluriennale dei contratti di lavoro e quindi resi, nel breve periodo, non modificabili, ovvero per l‟effetto negativo che la diminuzione del salario potrebbe avere sulla performance del lavoratore e, dunque, sulla produzione. Volgiamo ora l‟attenzione a tre modelli specifici che fornirebbero una spiegazione endogena, a livello microeconomico, non solo della rigidità del salario reale, ma anche della sua collocazione su livelli superiori rispetto a quelli 1 A questo tipo di disoccupazione si contrappone la disoccupazione keynesiana (involontaria), che tende a protrarsi nel tempo, non esistendo meccanismi automatici che portino all‟equilibrio di piena occupazione. 2 Teoria dell‟attesa, piuttosto che teoria della ricerca, in parte anche a causa dei sussidi di disoccupazione, che potrebbero appunto produrre disoccupazione da attesa.
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La diffusione dei contratti atipici: costi e benefici

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Lazzarini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze della politica
  Relatore: Marcello Signorelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 132

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