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Il Conflitto di Gaza nel Diritto Internazionale

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2 decisero di riconoscere i rispettivi governi sottoscrivendo gli Accordi di Oslo. Con l‟Accordo Oslo I, nel 1994, fu costituita l‟Autorità Nazionale Palestinese 12 (ANP), mentre l‟Accordo Oslo II (il cui nome completo era “L‟accordo israelo-palestinese ad interim sulla Cisgiordania e la Striscia di Gaza”), concluso l‟anno seguente, segnò un ulteriore passo in avanti verso una negoziazione definitiva tra le due parti sullo status del territorio 13 . Questo processo di pace che tanto faticosamente era stato portato avanti nella prima metà degli anni ‟90, grazie soprattutto agli sforzi profusi dai due leader in lotta, Yasser Arafat, a capo dell‟OLP, e Yitzahk Rabin, il Primo Ministro israeliano (con il supporto del suo braccio destro Simon Peres), con l‟importante mediazione degli Stati Uniti, entrò in crisi a partire dal 1995, anno in cui fu assassinato proprio uno degli artefici di questo “riavvicinamento”, Rabin, per poi peggiorare ulteriormente nel 1997 quando salì al potere in Israele il leader del partito Likud Benyamin Netanyahu. Egli ereditò un processo di pace già in crisi, in cui la mediazione degli Stati Uniti, allora guidati da Bill Clinton, poteva fare ormai ben poco. Le tensioni nel Libano del Sud, il susseguirsi di attentati suicidi e la creazione dello Stato d‟Israele sono interamente illeciti”. In una prima fase l‟OLP si rivelò incapace di svolgere il ruolo di portavoce dei palestinesi anche a causa di una leadership debole da parte di Shuqairy, inviso ad Arafat ed ai suoi soci. Nel 1968 l‟organizzazione subì una radicale modifica per adattarla alla struttura di Al-Fatah che stava ottenendo sempre maggiori successi politici e militari e nella carta nazionale fu scritto che l‟OLP si sarebbe impegnata nella “lotta armata” ed in “azioni di commando”. Questo cambiamento aprì la strada alla presidenza di Arafat, la quale giovò notevolmente all‟OLP. Dopo la Guerra dello Yom Kippur del 1973 la Lega Araba iniziò a considerare l‟OLP come la legittima “rappresentante del popolo palestinese” ed essa ricevette anche lo status di osservatore alle Nazioni Unite. In occasione degli Accordi di Oslo del 1993 l‟organizzazione guidata da Arafat riconobbe ufficialmente, per la prima volta, lo Stato d‟Israele, il quale, a sua volta, riconobbe l‟OLP come il legittimo rappresentante del popolo palestinese. Cfr. FRASER, Il conflitto, op. cit., pp. 82-120. 12 L‟ANP si può considerare una “filiale” dell‟OLP, ma a differenza di quest‟ultima essa non gode di riconoscimento internazionale in quanto non è rappresentata in seno all‟ONU. Inoltre Israele non riconosce tuttora a questo organismo il rango di un Governo statale vero e proprio, non potendo l‟ANP prendere decisioni in materia di politica estera e non potendo organizzare un suo esercito. L‟ANP possiede forze di polizia con armamento rigorosamente limitato e non ha pieno controllo sul territorio, né sulle vie di comunicazione né su quelle di trasporto. L‟Autorità possiede organi legislativi con poteri sovrani, in particolare il Consiglio Legislativo Palestinese con sede a Ramallah ed è dotata anche di cariche elettive con potere esecutivo (soprattutto Presidente e Primo Ministro) che la rendono uno Stato de facto. Si veda la pagina reperibile all‟indirizzo web http://it.wikipedia.org/wiki/Autorit%C3%A0_Nazionale_Palestinese. 13 L‟Accordo Oslo II, così chiamato per distinguerlo da quello dell‟anno precedente, definì tre zone di giurisdizione all‟interno del territorio di Gaza e della Cisgiordania: la zona “A”, nella quale i palestinesi avrebbero avuto pieni poteri in materia di amministrazione e di sicurezza; la zona “B”, dove i palestinesi avrebbero avuto responsabilità amministrative, ma la sfera di sicurezza sarebbe stata appannaggio d‟Israele; infine la zona “C”, dove Israele avrebbe mantenuto le responsabilità amministrative e di sicurezza.
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Il Conflitto di Gaza nel Diritto Internazionale

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Informazioni tesi

  Autore: Eugenio Carli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Riccardo Pisillo Mazzeschi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 220

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