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Le Regioni e il patrimonio culturale nel diritto internazionale, europeo e nazionale. Casi di studio e comparazione tra Italia, Francia e Spagna

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14 3. Sir Lubbock, Stonehenge e l’Inghilterra. Nel punto precedente è stato visto che, verso la fine del XVIII secolo, il Governo francese si è trovato a dover costituire un apparato amministrativo adeguato alla gestione della mole di tesori espropriati al clero ed alla nobiltà a seguito della Rivoluzione francese ed entrati in suo possesso; all‘aspetto amministrativo è strettamente collegato quello nazionale, ovvero quell‘atteggiamento che ha portato a riconoscere nei manufatti artistici e negli edifici storici un ruolo simbolico ed identitario, costitutivo dell‘identità nazionale. Il passaggio significativo consiste nella strutturazione di un insieme di beni 13 della cui gestione è la parte pubblica a farsi carico: fino a quel momento, infatti, i beni venivano trasmessi da una generazione all‘altra, ma si trattava di un atto privato teso a preservare collezioni artistiche e beni familiari che rappresentavano la ricchezza o i ricordi di particolari momenti della storia della famiglia, aristocratica o regale che fosse. Nel momento in cui lo Stato si attribuisce il compito di preservare il proprio patrimonio, sorge spontaneo chiedersi che cosa debba essere considerato tale, ed in base a quale scelta politica ad un determinato elemento sia attribuito quel valore aggiunto di cui le future generazioni non debbano essere private. La maturazione di questa nuova concezione della proprietà è conseguente alla sensibilità moderna, che si è venuta a creare nel tempo. Si tratta di un processo irreversibile che una volta innescato si è propagato, anche se con modalità ed intensità diverse, ovunque. Contrariamente a quanto avvenuto nella Francia post-rivoluzionaria, in Inghilterra le prime proposte legislative miranti ad evitare lo smantellamento dei reperti, soprattutto romani e preistorici, inizia ad intravvedersi soltanto verso la fine del XIX secolo. Fino a quell‘epoca i siti in questione – tra cui è da ricomprendere anche Stonehenge, per esempio – erano tutti di proprietà privata e non godevano di alcuna tutela legale qualora, per esempio, ne fosse stata decisa la distruzione. 14 Era il 1873 quando Sir John Lubbock 15 presentava al Parlamento Inglese la sua proposta di legge che prevedeva una forma di tutela per i monumenti nazionali antichi. Benché il disegno di legge, nella prospettiva odierna, non fosse tale da suscitare proteste o clamori, al suo apparire generò 13 A quell‘epoca ancora non si parla né di beni culturali né di patrimonio culturale: esistono solo degli elenchi di beni a cui è riconosciuta una peculiarità e che conseguentemente sono meritevoli di tutela; ma la trasformazione della terminologia sarà trattata più avanti. 14 Joseph L. Sax ―Is anyone minding Stonehenge? The origins of cultural property protection in England‖ – California Law Review, 78 (6), Dec. 1990, 1543 – 1567. In: http://www.compilerpress.ca/Competitiveness/Anno/Anno%20Sax%20Is%20anyone%20protecting%20St onehege%20CLR%201990.pdf (accesso dicembre 2009) 15 Sir John Lubbock, 4th Baronet, 1st Baron Avebury, (30 Aprile 1834 – 28 Maggio 1913) – banchiere, uomo politico, biologo ed archeologo.
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Informazioni tesi

  Autore: Candida Bertoli
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in istituzioni, Amministrazioni Politiche Regionali
Anno: 2011
Docente/Relatore: Jacques Ziller
Istituito da: Università degli Studi di Pavia
Dipartimento: Economia, Statistica e Diritto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 365

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