Le Regioni e il patrimonio culturale nel diritto internazionale, europeo e nazionale. Casi di studio e comparazione tra Italia, Francia e Spagna

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6 del progetto; le voci dei rappresentanti politici e dei funzionari sono state riportate parte nel testo e parte inserendo tra gli "Allegati" le interviste realizzate. La terza parte sarà infine dedicata all'analisi delle politiche culturali delle Regioni. Perché e per chi è importante proteggere il patrimonio culturale? Lo sguardo verso il futuro, di chi s'impegna alla preservazione a favore delle nuove generazioni, non deve porre in secondo piano l'importantissima funzione sociale che il patrimonio culturale svolge a favore delle generazioni presenti, come fondamentale ed imprescindibile volano per lo sviluppo del territorio ma non solo. Nelle riflessioni conclusive si porranno in luce i campi d'intervento regionali sia consolidati sia in corso di affermazione. Le Regioni hanno acquisito nel tempo spazi istituzionalizzati tanto sul piano internazionale tanto su quello sovranazionale: per esempio, nel primo ambito, partecipano ed intervengono sia nella fase preparatoria di candidatura sia in quella successiva di mantenimento dell'eccellenza del bene iscritto nella Lista del Patrimonio culturale e naturale dell'Umanità, mentre per quanto attiene al secondo, mediante la gestione dei Fondi Europei e assicurando l'adozione di misure specifiche, perseguono l'obiettivo della preservazione e della valorizzazione del Patrimonio presente sul loro territorio. Nell'ambito nazionale, esse hanno competenze amministrative e, frequentemente, legislative. A loro favore si possono però ipotizzare altri spazi d'azione: possono costituire il soggetto intermedio tra lo Stato e gli attori pubblici e privati coinvolti a vario titolo nella cura e nella gestione del bene, operando il raccordo tra le funzioni vincolistiche e quelle di promozione del territorio; possono rappresentare il punto di snodo di tutta una serie di politiche pubbliche che riguardino direttamente o indirettamente il patrimonio culturale ed infine possono assicurare, mediante l'individuazione di elementi del patrimonio rilevanti per la Regione o per la Comunità locale, il perseguimento del pluralismo culturale. Si tratta di comprendere che la Società attuale è caratterizzata da un pluralismo culturale che sarà sempre più ampio e variegato, un panorama in cui le contaminazioni tra le diverse culture del mondo si apriranno a nuovi scenari ed intrecci. Il pluralismo alimenta la vita culturale delle Comunità ed alla molteplicità di culture presenti negli Stati moderni è indispensabile ed inevitabile riconoscere pari dignità: la commistione culturale è un processo irreversibile e, se gestito con rispetto ed intelligenza, è certamente una forma di arricchimento sociale. Alla pluralità culturale devono corrispondere molteplici centri decisionali pubblici, che garantiscano, con la loro azione coordinata, la presa in carico di tali diverse istanze. In questa luce, il ruolo delle Regioni contribuisce alla piena realizzazione di una società di pace e di democrazia.

Anteprima della Tesi di Candida Bertoli

Anteprima della tesi: Le Regioni e il patrimonio culturale nel diritto internazionale, europeo e nazionale. Casi di studio e comparazione tra Italia, Francia e Spagna, Pagina 6

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Economia, Statistica e Diritto

Autore: Candida Bertoli Contatta »

Composta da 365 pagine.

 

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