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Rilevamento apparecchiature e consumi elettrici dell'impianto di incenerimento rifiuti sanitari di Roma

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13 L’obiettivo di questo decreto è quello di disciplinare la gestione dei rifiuti sanitari, “allo scopo di garantire elevati livelli di tutela dell’ambiente e della salute pubblica e controlli efficaci” [art. 1, comma 1]. Secondo tale decreto infatti “le autorità competenti e le strutture sanitarie adottano iniziative dirette a favorire in via prioritaria la prevenzione e la riduzione della produzione dei rifiuti. I rifiuti sanitari devono essere gestiti in modo da diminuirne la pericolosità, da favorirne il reimpiego, il riciclaggio e il recupero e da ottimizzarne la raccolta, il trasporto e lo smaltimento” [art 1, comma 3] ed inoltre “ai fini della riduzione del quantitativo dei rifiuti sanitari da avviare allo smaltimento, deve essere favorito il recupero di materia […], anche attraverso la raccolta differenziata” [art 5, comma 1]. In questo modo anche per questi rifiuti gli obiettivi principali diventano la diminuzione della produzione della loro pericolosità, il reimpiego, il riciclaggio ed il recupero, piuttosto che lo smaltimento, includendoli nella concezione di rifiuto definita dal decreto Ronchi. I rifiuti disciplinati dal decreto 254/2003 vengono elencati nell’art. 1 al comma 5: a) i rifiuti sanitari non pericolosi: i rifiuti sanitari che non sono compresi tra i rifiuti pericolosi di cui al decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22; b) i rifiuti sanitari assimilati ai rifiuti urbani; c) i rifiuti sanitari pericolosi non a rischio infettivo; d) i rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo; e) i rifiuti sanitari che richiedono particolari modalità di smaltimento; f) i rifiuti da esumazioni e da estumulazioni, nonché i rifiuti derivanti da altre attività cimiteriali, esclusi i rifiuti vegetali provenienti da aree cimiteriali; g) i rifiuti speciali, prodotti al di fuori delle strutture sanitarie, che come rischio risultano analoghi ai rifiuti pericolosi a rischio infettivo, con l'esclusione degli assorbenti igienici. Nel Capo II del decreto vengono espressamente trattati i rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo. In particolare con l’art. 8, che si occupa di “Deposito temporaneo, deposito preliminare, raccolta e trasporto dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo”, vengono fornite indicazioni riguardanti le modalità sulla movimentazione dei rifiuti stessi prima dello smaltimento: “per garantire la tutela della salute e dell'ambiente, il deposito temporaneo, la movimentazione interna alla struttura sanitaria, il deposito preliminare, la raccolta ed il trasporto dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo devono essere effettuati utilizzando apposito imballaggio a perdere, anche flessibile, recante la scritta "Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo" e il simbolo del rischio biologico” [art. 8, comma 1]. Per quanto riguarda lo smaltimento “i rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo devono essere smaltiti mediante
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Rilevamento apparecchiature e consumi elettrici dell'impianto di incenerimento rifiuti sanitari di Roma

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Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Quaranta
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria per l'ambiente e il territorio
  Relatore: Francesco Lombardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

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Parole chiave

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incenerimento
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emissioni
efficienza
rifiuti sanitari
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rifiuti

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