Carlo Mollino - concettuali bellezze

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Introduzione 8 la Grande Guerra, nel 1923, pubblicano a Torino "Luci e Ombre. Annuario della fotografia artistica", mentre "La Fotografia artistica, Il Corriere" esce nel 1924. Il Gruppo Piemontese per la Fotografia Artistica si impegna per la prima volta in un'analisi dei mezzi linguistici della foto- grafia, volta all'elaborazione di modalità comunicative nuove e originali. A partire dal 1927, il Gruppo Piemontese per la Fotografia Artistica si avvicina alle sperimentazioni delle avanguardie europee, guardando con attenzione anche all'opera dell'americano Alfred Stieglitz, particolarmen- te focalizzata alla definizione degli aspetti formali dell'immagine. La geo- metrizzazione delle forme, insieme alla creazione di armonici equilibri o di volontarie dissonanze, contribuisce a eliminare dalla fotografia quei "residui" narrativi e figurativi che appartengono ormai al passato. Nel ventennio fascista la fotografia viene necessariamente allontanata dal- l'impegno politico-sociale tipica dei gruppi fotografici del dopo-lavoro delle industrie torinesi 2 , per rifugiarsi nel disimpegno e nella quotidiani- tà, spesso crepuscolare. Il "Manifesto Futurista della Fotografia" firmato da Marinetti, viene pubblicato nel 1931 e sancisce definitivamente lo sconfinamento della fotografia nell'arte pura. Il cuore della poetica futu- rista si identifica infatti con il "dramma degli oggetti", frammentati e ricon- giunti in modo alogico e inintelligibile, deformati nelle proporzioni e nelle prospettive, portatori di significati simbolici camuffati. La mostra "Film und Foto" che si svolge a Stoccarda nel 1929, rende evidente il supera- mento definitivo della "riproduttività" ottocentesca della fotografia, a favore delle nuove tendenze del ‘900, volte alla produzione estetica di immagini isolate e autonome dalla realtà fenomenica. Dalla metà del secolo, dopo la seconda guerra mondiale, la fotografia italiana sposta il suo centro da Torino a Milano e si allontana progressi- vamente dalle pulsioni pittorialiste che negli anni precedenti avevano tentato di superare l'antinomia tra natura e arte. La fotografia rifiuta a poco a poco l'adesione alle regole classiche della rappresentazione, pri- vilegiando la casualità immediata delle inquadrature, la frammentazione dell'immagine, l'attenzione al particolare banale estrapolato dal suo con- testo, l'assoluta e decisa negazione della posa. Più che "imitare" la real- tà, la fotografia inizia a plasmarla con un linguaggio autonomo: si tratta

Anteprima della Tesi di Sergio Maria Capilupi

Anteprima della tesi: Carlo Mollino - concettuali bellezze, Pagina 3

Laurea liv.I

Facoltà: decorazione

Autore: Sergio Maria Capilupi Contatta »

Composta da 47 pagine.

 

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