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Il debito estero dei paesi poveri - le crisi del Brasile

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2 Nel 1979 ci fu la seconda crisi petrolifera. I prezzi del greggio aumentarono nuovamente, generando una nuova spinta inflattiva, ma i tassi di interesse non seguirono il corso del primo shock. Questa volta, infatti, USA e Gran Bretagna, guidati da Reagan e dalla Thatcher, sostenitori delle tesi monetariste 2 , adottarono politiche restrittive per limitare la quantità di moneta in circolazione e ridurre così l’inflazione. I tassi di interesse vennero spinti alle stelle, e non solo nei paesi anglosassoni ma in tutto il circuito finanziario internazionale, determinando forti difficoltà nei paesi indebitati. I prestiti erano sottoscritti in dollari e a tasso variabile. Paesi che avevano contratto prestiti a tassi favorevoli del 5 % circa, si ritrovarono a dover pagare interessi intorno al 25 % e in alcuni casi anche superiori al 30 %. Un altro fattore aggravò la situazione. Alla fine degli anni ’70 il governo USA adottò diverse politiche macroeconomiche col tentativo di apprezzare la valuta americana. Il dollaro, a partire dal 1979, aumenta il proprio valore rispetto a tutte le altre valute, generando un fenomeno senza precedenti nella storia dell’economia. Essendo i prestiti contratti in dollari, il servizio del debito dei paesi in via di sviluppo aumentò non solo per l’azione dei tassi di interesse, ma anche per l’apprezzamento della valuta americana. Tra il 1973 e il 1980, l’indebitamento dei Pvs passò dall’8,5 % al 21,2 % del Gnp (World Bank, World Debt Tables e Global Development Finance, varie annate). La crisi esplose nel 1982, quando, per primo il Messico, dichiarò di non poter piø far fronte ai pagamenti delle rate di rimborso dei debiti contratti sul mercato internazionale e dei relativi interessi maturati, sospendendo il pagamento del debito stesso. Seguirono a ruota quasi tutti i paesi debitori. Iniziò, in tal modo, il lungo periodo della crisi dei paesi in via di sviluppo, con il susseguirsi delle richieste di riscadenziamento del debito. Ciò condusse le banche a cessare ogni nuovo investimento in questi paesi, privandoli di nuove vie di sviluppo e peggiorando così le loro condizioni interne. 2 Il monetarismo è una teoria macroeconomica che si occupa principalmente degli effetti dell'offerta di denaro governata dalle banche centrali. Le teorie monetarie, in particolare, hanno come obiettivo il controllo dell'offerta di denaro e considerano l'inflazione come conseguenza di un'offerta di denaro superiore alla domanda.
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Il debito estero dei paesi poveri - le crisi del Brasile

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandra Meoni
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi dell'Insubria
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Amministrazione delle imprese
  Relatore: Marcello Spanò
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 44

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