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Modellizzazione tridimensionale dello spazio archeologico: l'esempio applicativo di Rontana

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16 loro volta, l'emergere di un problema di gestione della loro consultazione. All'inizio di quella che è stata chiamata rivoluzione digitale 7 (e nella conseguente convergenza al digitale 8 ) si era mirato ad occupare il minor spazio possibile (in termini di byte), mentre il piø recente rinnovamento nel settore dell'archiviazione ha prodotto supporti sempre piø capienti e dai costi sempre piø contenuti (Figura 1) (come i CD, fino ai DVD ed i BLU RAY, ma anche hard disk e dispositivi portatili come le memorie flash), rendendo l'archiviazione quasi una prassi, senza la minima selezione: un semplice riversamento di dati su diversi supporti. La semplice conversione al digitale della ricerca archeologica non porta dunque ad alcun evento straordinario, nØ deve alimentare aspettative esagerate (il fattore "cool"); sicuramente però bisogna affrontare un impatto informativo di molto superiore a quello degli ultimi decenni: piø informazione comporta piø complessità che, a sua volta, implica piø processi di elaborazione e di conoscenza (FORTE M. 2006). Negli anni '80-'90, tra l'altro, la notevole resistenza accademica (in parte ancora persistente) alla modellazione e visualizzazione 3D di dati archeologici, si basava fondamentalmente su un pregiudizio: che le realizzazioni 3D fossero una sorta di capriccio estetico e dessero cioè informazioni tutto sommato superflue ed opzionali all'uso scientifico, considerate quindi un mero supporto alla didattica ed 7 La rivoluzione digitale è un processo di radicale trasformazione iniziato verso la metà del novecento con la realizzazione dei primi elaboratori elettronici e assume dimensioni internazionali già negli anni ‘70 continuando la sua espansione durante gli anni ‘80, fino ad affermarsi come “rivoluzione industriale” negli anni ‘90. Con rivoluzione digitale si intende l’enorme diffusione che hanno avuto i diversi prodotti digitali e a seguire quei cambiamenti sociali, economici e politici avvenuti con all'avvento della digitalizzazione di gran parte delle informazioni. La rivoluzione digitale, iniziata con la nascita del linguaggio binario comune a tutti i media e sempre piø utilizzato per trasformare i mezzi di comunicazione tradizionali e per crearne di nuovi, ha contribuito a mutare profondamente il concetto di comunicazione. La rivoluzione digitale ha cambiato l'approccio alla cultura, al lavoro e al tempo libero. Da Encyclopedia of Information Science and Technology, New York 2009. 8 La convergenza al digitale (trasformazione dell'informazione in digitale) è il fulcro della rivoluzione digitale con cui le informazioni provenienti da diverse fonti sono scritte con lo stesso linguaggio di base (il linguaggio dei bit) e gestite attraverso uno stesso strumento (il computer). La convergenza al digitale (ossia la migrazione verso il digitale di formati differenti di informazioni di solito collegati a diversi media) rende possibile una stretta ed inedita integrazione fra codici e linguaggi molto differenti tra loro. Questo processo non è solo una diretta conseguenza del progresso tecnologico, dal momento che coinvolge direttamente i modi di rappresentare, scambiare e gestire le informazioni; la rivoluzione digitale non va intesa come una riformulazione in un linguaggio nuovo di una preesistente realtà: ha modalità nuove rese possibili dalla tecnologia, ma è frutto di scelte che non sono solamente tecnologiche. Da Encyclopedia of Information Science and Technology, New York 2009.
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Modellizzazione tridimensionale dello spazio archeologico: l'esempio applicativo di Rontana

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Informazioni tesi

  Autore: Massimiliano Montanari
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali
  Corso: Scienze dei beni culturali
  Relatore: Antonio Gottarelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 91

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Parole chiave

archeologia virtuale
archeologia 3d
comunicazione
beni culturali
modellazione 3d
archeologia
turismo culturale

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