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Il code-switching a Malta

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4 1 Bi- e plurilinguismo. Sintesi del dibattito teorico e definizioni operative. 1.1 A mo’ di premessa: verso il concetto di bilinguismo. Quando si parla di bilinguismo, ancora oggi si pensa al fenomeno come a un caso eccezionale, rispetto al quale la norma è rappresentata da un ipotetico parlante monolingue in una comunità linguistica omogenea. Tuttavia, gli studiosi hanno dimostrato che è vero il contrario, cioè in realtà il bilinguismo (anche nel senso esteso di plurilinguismo) è il fenomeno linguistico più naturalmente diffuso. Più della metà della popolazione mondiale potrebbe essere definita bilingue (o meglio plurilingue), sulla base del semplice confronto tra il numero degli stati del mondo, che si aggira intorno ai 200, e il numero delle lingue esistenti, che va da 2300 a 5300 (a seconda del fatto che si faccia o meno distinzione tra lingue e dialetti) [BERRUTO 1995: 250]. Secondo altre fonti, invece, i numeri sarebbero ancora più significativi. Prendendo in considerazione i dati riportati sul sito „Ethnologue‟, il totale delle diverse lingue è pari a 6909 3 . Questo dato è molto importante se si tiene conto del fatto che sono state prese in considerazione solo le lingue „vive‟, quindi praticate da almeno un parlante per il quale quella lingua rappresenti la sua „prima lingua‟. Quindi, sono state escluse dal conteggio quelle che rientrano nella tipologia delle seconde lingue e delle lingue morte. Lo stesso sito conta 224 stati, ciascuno dei quali catalogato in base alle lingue presenti sul suo territorio e al numero dei parlanti di ciascuna lingua. Non è questa la sede per un‟analisi approfondita di tali dati, ma la semplice divisione del totale delle lingue per il numero dei paesi catalogati è utile a supportare le tesi appena espressa. Seguendo un tale ragionamento, infatti, ciascuno stato del mondo ospiterebbe sul suo territorio circa trenta lingue diverse. Risulta chiaro perché è praticamente impossibile parlare di „monolinguismo‟ vero e proprio. Ciò che sembra impedire di inquadrare chiaramente la situazione è il divario che spesso esiste tra la realtà dei fatti e ciò che, invece, viene dichiarato istituzionalmente. Per questo è importante fare subito una distinzione tra ciò che è legalmente riconosciuto e ciò che invece si riscontra nella realtà. Molte delle nazioni (verrebbe piuttosto da dire „tutte‟) che si dichiarano monolingui nella legislazione e/o nella documentazione istituzionale poi di fatto sono bilingui, o addirittura plurilingui. In termini specifici si distingue tra bilinguismo de jure, cioè quando il bilinguismo è istituzionalmente riconosciuto e bilinguismo de facto, quando non è riconosciuto legalmente ma di fatto la comunità (o anche solo una parte di essa) è bilingue. Questo divario tra normativa e realtà asseconda la resistenza a far crollare l‟ideologia di stato- nazione. In passato, infatti, presso ampi settori di „opinione pubblica‟, la lingua veniva identificata con i confini di uno stato. Come sottolinea GIGLIOLI [1974], si dava per scontato che l‟esistenza di una lingua distinta presupponesse anche l‟esistenza di una corrispondente nazione definita. Il concetto era molto semplice: si pensava ad una corrispondenza diretta tra lingua e nazionalità, per cui la lingua diventava parte fondamentale e distintiva dell‟identità della nazione. Ammettere la coesistenza di più lingue all‟interno dei confini dello stesso stato avrebbe quindi disturbato l‟identità e di conseguenza il sentimento di unità nazionale. Questa convinzione è stata talmente radicata in passato da condizionare decisioni politiche che hanno segnato la storia dell‟Europa (e non solo): il rapporto tra lingua, etnia e la formazione stessa degli stati è talmente stretto che non possiamo considerare questi fattori se non come „parti di 3 Dati riportati sul sito http://www.ethnologue.com/ethno_docs/distribution.asp?by=area .
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Il code-switching a Malta

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Informazioni tesi

  Autore: Elenia Sinzu
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Scienze della comunicazione sociale e istituzionale
  Relatore: Ignazio Putzu
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 101

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