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La messa in scena de ''Il campanello'' di Donizetti al ''Reate Festival'' di Rieti tra tradizione e tecnologie: olografia e scenografia

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7 dovette utilizzare, non senza riluttanza, per conquistare il pubblico del tempo. Come sostiene Ashbrook, infatti, ai tempi di Donizetti, un operista italiano alle prime armi, se voleva sfondare, (…) doveva adottare, sia pure in un modo non troppo pedissequo, il linguaggio che piø seduceva il pubblico, e nel 1821 il metro di giudizio applicato dal pubblico alle nuove opere era la musica di Rossini. 3 Ciò non sminuisce il talento di Donizetti: già nelle prime opere sono presenti i gli elementi stilistici derivanti dalla sua formazione e le sue peculiari tendenze musicali, come dimostrano i vari tentativi di affrancarsi da alcune tradizioni profondamente radicate nell’opera seria, come p. es. il lieto fine. Già in opere come Gabriella di Vergy (1826) o L’esule di Roma (1828) è presente in nuce «l’esigenza di allentare la morsa conservatrice e il desiderio crescente di scegliere soggetti con conclusione tragica che tocchino dal vivo e suscitino un’autentica commozione», 4 esigenza coronata con la realizzazione di Anna Bolena (1830). Quest’opera segnala anche «un mutamento di rotta» nella carriera di Donizetti che da una produzione prevalentemente farsesca «lo condurrà quasi senza deviazioni verso le contrade del melodramma». 5 Nel quadro di questo mutamento è significativa la produzione di due commedie nel 1836, Il campanello di notte e Betly che in realtà ha le sue radici nella situazione generale ma soprattutto personale di Donizetti. I teatri napoletani attraversavano un momento di profonda crisi: il San Carlo e il Fondo erano chiusi, solo il Teatro Nuovo restava ancora aperto, ma a stento e probabilmente per questo motivo 6 egli stesso scrisse anche il libretto del Campanello. Inoltre la popolazione napoletana era atterrita dalle epidemie di colera infurianti nelle zone settentrionali della penisola. A questo si aggiungevano i recentissimi lutti dei genitori e l’aborto della moglie. Secondo Ashbrook proprio per la situazione interiore del musicista queste due opere 3 Ashbrook, William, Donizetti. La vita, cit., p.17 4 Ivi, p.41 5 Ivi, p.100 6 Cfr. l’introduzione storica di Ilaria Narici in Donizetti, Gaetano, Il campanello. Farsa, Narici, Ilaria (cur.), Ricordi, Milano, 1994. Disponibile in parte sul sito della fondazione Donizetti: http://www.donizetti.org/media/1/20070704-Il_campanello.pdf, consultato il 15/10/2010 alle ore 16.18
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Informazioni tesi

  Autore: Angela Rinaldi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Saperi e tecniche dello spettacolo teatrale, cinematografico, digitale
  Relatore: Mariagrazia Berlangieri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

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pool factory
scenografia virtuale
cesare scarton
olografia
opera lirica
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