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Credit spreads, crash di mercato e volatilità

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12 Nelson (1992) stimò la relazione tra la varianza stimata di un ARCH e la vera variazione quadratica, evidenziando che la differenza tra le due converge a zero quando gli intervalli di tempo si restringono. L’interesse nello studio della persistenza in volatilità deriva principalmente dalla sua prevedibilità, infatti è probabilmente la principale applicazione dell’uso del concetto di variazione quadratica. Gli studi della letteratura finanziaria sulla variazione quadratica hanno subito un rinnovamento dopo il contributo di Andersen e Bollerslev (1998), i quali presentarono che la bassa performance di previsione del GARCH (1,1) non dipendeva dalla scarsa abilità previsiva di questi modelli, ma dalla scarsa stima della volatilità integrata. Partendo dall’idea di Merton (1980), gli autori utilizzando simulazioni e dati FX hanno dimostrato come fosse possibile stimare la volatilità giornaliera utilizzando le transazioni infragiornaliere (dati ad alta frequenza), e che tali stime fossero più precise dei rendimenti al quadrato giornalieri e quindi la capacità previsionale del GARCH fosse buona. Tale misura di volatilità fu definita “Realized Volatility”(RV). Nello stesso ambito vi furono gli studi di Barndoff-Nielsen e Shephard (2002) che analizzarono le proprietà statistiche di RV, e Andersen et al (2001) che applicarono tali proprietà ai prezzi azionari e ai tassi di cambio. 1.2 Realized Variance La volatilità dei rendimenti azionari è generalmente analizzata con modelli GARCH che gestiscono la volatilità come una variabile latente. Negli ultimi anni ha preso sempre maggior interesse uno studio alternativo basato sull’analisi della volatilità con metodi non parametrici utilizzando dati ad alta frequenza.
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Credit spreads, crash di mercato e volatilità

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Informazioni tesi

  Autore: Antonio Nesta
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Economia
  Corso: Finanza
  Relatore: Roberto Renò
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 91

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Parole chiave

jump
bond spreads
volatilità

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