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Kosovo. Alla scoperta di cosa celano le ceneri della guerra.

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23 impulso alle tendenze separatistiche represse negli anni tra le due guerre. Ancora una volta cominciarono estese ridistribuzioni territoriali, tese a rivedere gli accordi di pace parigini secondo i desideri delle nazioni sconfitte nel 1918. La Bulgaria vedeva ora accolte le sue rivendicazioni sulla Macedonia, l’Ungheria riacquistò le regioni meridionali perdute nel 1920 col trattato del Trianon. A nord-ovest la Germania pretese dalla Slovenia la Stiria inferiore e parte della Carniola, l’Italia occupò Lubiana, la costa adriatica della Dalmazia e la maggior parte delle isole prospicienti, parte della Bosnia e dell’Erzegovina. Mussolini mantenne inoltre l’Albania con l’aggiunta della regione del Kosovo, e l’esercizio di un protettorato sul Montenegro. La presenza militare tedesca in Europa sudorientale nasceva da un’azione in soccorso degli alleati italiani messi alle strette; le truppe tedesche perciò erano viste sul teatro di guerra del Sudest europeo sia in veste di alleati sia di aggressori e occupanti. Quindi diverse furono le reazioni della popolazione civile locale. Nelle particolari circostanze dell’occupazione tedesca il Sudest europeo divenne teatro di un’esacerbata resistenza partigiana, di lotte fratricide ed intestine. In questa micidiale guerriglia riuscirono infine ad imporsi le forze nuove che dopo il ritiro delle truppe tedesche avrebbero svolto un ruolo determinante nella ricostruzione dell’ordine politico. Dal settembre del 1941 inizò l’ascesa di Josip Broz 22 , detto Tito, segretario generale del Partito comunista, croato di nascita, che diventò la figura dominante della resistenza jugoslava. I tentativi d’intesa con il colonnello jugoslavo Draža Mihajlović 23 naufragarono, tanto che il movimento partigiano si divise in due fazioni che, non solo operavano separatamente, ma anche l’una contro l’altra. I successi di Tito spinsero gli alleati a rifiutare ulteriore appoggio a Mihajlović e ad affidare all’Esercito di liberazione popolare, guidato dai comunisti, la conduzione esclusiva delle operazioni di guerra in Jugoslavia 24 . Tito ebbe l’abilità di ampliare a tal punto la base del suo movimento che 22 Josip Broz (grafia cirillica: Ј осип Броз , più conosciuto con il nome di battaglia di Tito (Тито ); Kumrovec, 7 maggio 1892 – Lubiana, 4 maggio 1980) è stato un politico jugoslavo, a capo della Repubblica Jugoslava dalla fine della seconda guerra mondiale sino alla morte. Durante la seconda guerra mondiale, Tito organizzò il movimento antifascista della Resistenza jugoslava. Alla sua leadership viene imputata la responsabilità dei massacri che nell'immediata fine della seconda guerra mondiale colpirono i collaborazionisti degli occupatori dell'Asse e le loro famiglie, nonché una serie di oppositori politici. In questo quadro si imputano a Tito anche i massacri delle foibe e l'esodo istriano. Tito fu uno dei membri fondatori del Cominform (La sigla Cominform derivata da "Communist Information Bureau” è stata usata nel mondo Occidentale per indicare l'Ufficio di Informazione dei Partiti Comunisti e Laburisti, costituito a Szklarska Poreba nel settembre del 1947 allo scopo di scambiare informazioni tra i partiti comunisti dei vari paesi europei, fra cui il Partito Comunista Italiano. Da alcuni osservatori è stata considerata come un'organizzazione attraverso la quale l'Unione Sovietica poteva controllare la politica estera dei paesi comunisti, mentre a più riprese ne è stato sospettato un coinvolgimento in manovre di spionaggio internazionale. Ha avuto la sua prima sede a Belgrado, quindi, dopo l'espulsione della Jugoslavia (1948) per le divisioni sopravvenute fra Tito e Stalin, fu trasferita a Bucarest fino al suo scioglimento nel 1956.) ma resistette all'influenza sovietica e divenne uno dei maggiori promotori del Movimento dei Non-Allineati. 23 Dragoljub "Draža" Mihailović (in cirillico Serbo: Драгољуб "Дража " Михаиловић ; conosciuto anche con il soprannome di Чича o Čiča) (27 aprile 1893 – 17 luglio 1946) è stato un generale serbodurante la seconda guerra mondiale. In particolare fu fondatore e capo delle formazioni chiamate Esercito Jugoslavo in Patria (Jugoslovenska vojska u otadžbini), talvolta chiamati anche semplicemente "Cetnici", movimento di resistenza a base etnica serba, di stampo monarchico-conservatore, anticomunista fedele a re Pietro II che a seguito dell'invasione della Jugoslavia da parte delle potenze dell'Asse si trovava in esilio a Londra. Mihailovic fu inizialmente contattato da Tito, nella prima e nella seconda offensiva anti-partigiana, in Serbia, ma, nonostante alcuni episodi di collaborazione, fra i due eserciti non vi fu mai una vera alleanza, rifiutata da Miailovich per le sue idee anticomuniste, perché non accettava una posizione subalterna rispetto a Tito e, soprattutto poiché i suoi progetti (liberazione della Iugoslavia e reinsediamento della monarchia e del governo in esilio a Londra a Belgrado) erano incompatibili con quelli di Tito. A partire dal 1944 fu abbandonato dagli alleati occidentali, che videro in Tito un comandante più coerente con le necessita' belliche e politiche. Il suo quartier generale era situato sulle alture serbe del Ravna Gora (Serbia). Dopo la liberazione, Mihailovic fu catturato dall'OZNA nei pressi del confine austriaco mentre tentava di abbandonare il paese. Egli fu processato dalla Lega dei Comunisti Jugoslavi, condannato a morte e giustiziato. Gli Alleati seppero in anticipo che si voleva la sua morte ma decisero di non intervenire e di lasciarlo al suo destino per non guastare i futuri rapporti con il Maresciallo Tito, il leader su cui avevano puntato nella loro politica nei Balcani dopo la fine della guerra. 24 Stato federale dell'Europa balcanica sorto nel 1918 e dissoltosi nel 1991. Nacque, dopo la Prima guerra mondiale, come unione di Serbia e Montenegro alle province già austro-ungariche di Slovenia, Croazia, Dalmazia e Bosnia ed Erzegovina, con il nome di Regno dei serbi, croati e sloveni (Regno di Jugoslavia dal 1929). Durante la Seconda guerra mondiale fu occupata dai nazifascisti, contro cui il maresciallo Tito organizzò la resistenza comunista, che portò - alla fine della guerra - alla proclamazione della Repubblica popolare federale e al varo di una costituzione socialista. Tito guidò il paese fino alla morte (1980) mantenendo l'autonomia dal modello sovietico (la rottura si consumò nel 1948) e contenendo le rivendicazioni autonomistiche delle repubbliche
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Kosovo. Alla scoperta di cosa celano le ceneri della guerra.

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Informazioni tesi

  Autore: Elisa Antonietta Blardone
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo
  Corso: Scienze del turismo
  Relatore: Monica Morazzoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

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