Kosovo. Alla scoperta di cosa celano le ceneri della guerra.

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17 La guerra turco-russa 1768 – 1772 era stata una serie di successi degli eserciti e della flotta di Caterina II 14 . Sul punto di entrare in Costantinopoli i russi si dovettero arrestare per l’azione diplomatica dell’Austria, coadiuvata dalla Prussia, gelose dell’influenza russa. Tuttavia nel secolo XVIII la penisola balcanica era ancora quasi tutta soggetta al dominio turco, meno alcuni tratti dell’Albania costiera, la Dalmazia e le Isole Ionie appartenenti a Venezia, e il Montenegro. Il movimento riformatore dell’Europa centro-occidentale non lasciò traccia nell’impero turco che non riconosceva affatto i diritti delle popolazioni soggette. I sultani, impegnati nelle lotte contro Russia e Austria, di fronte alla molteplicità dei popoli balcanici divisi da differenze etniche e religiose, ostacolati dalla costituzione stessa del governo turco, anche se la loro mentalità non l’avesse loro vietato, assai difficilmente avrebbero potuto attuare importanti riforme politiche, economiche e religiose. L’urto fra Austria e Russia, che si sarebbe rinnovato in seguito altre volte, portò ad un accordo provvisorio concluso fra le due potenze a Pietroburgo (1780), con cui esse si spartivano tutto il dominio europeo della Turchia nel caso ipotetico della liquidazione dell’Impero Ottomano, suscitando le gelosie delle altre potenze d’Europa, tanto che la pace di Sistova (1791) e di Jassy (1792) arrestarono l’avanzata russa e austriaca. Il carattere della lotta per la conquista della regione balcanica venne mutando attraverso le guerre della Rivoluzione Francese. Scomparsa la Repubblica di Venezia con la pace di Campoformio (1797) ed eliminato questo Stato dal novero delle potenze interessate al problema balcanico, apparivano ora la Francia, con l’accordo fra Napoleone e Alessandro di Russia, e l’Inghilterra, che del problema balcanico non doveva più disinteressarsi per l’avvenire, decisa ad arrestare l’avanzata russa verso Costantinopoli e gli Stretti, a sostenere lo status quo nella Balcania e l’integrità della Turchia, mentre la Russia ne sosteneva la spartizione. Quindi gli interessi dei popoli balcanici furono preposti a queli delle potenze dell’Europa occidentale, e soprattutto dell’Inghilterra. Al congresso di Vienna (1815) la questione d’Oriente 15 non fece un solo passo, mentre un risveglio del sentimento nazionale, sia pure sentimentale fondato su ragioni storiche e alimentato dalla religione, nelle varie popolazioni della penisola si 14 Ekaterina Alekseevna II di Russia, conosciuta anche come Caterina la Grande (Stettino, 21 aprile 1729 – Puškin, 6 novembre 1796), fu imperatrice di Russia dal 1762 alla morte. Cugina di Gustavo III e di Carlo XIII di Svezia, Caterina fu uno dei più significativi esempi di sovrano illuminato. Battezzata come Sofia Augusta Federica (soprannominata Figchen), Caterina nacque a Stettino, in Pomerania, da Cristiano Augusto (1690 – 1747), principe tedesco di Anhalt-Zerbst, e da Giovanna di Holstein-Gottorp (1712 - 1760). Nel 1764 Caterina pose Stanislao Poniatowski, un suo precedente amante, sul trono della Polonia. La Russia, in seguito, incorporò buona parte della Polonia come effetto delle spartizioni concordate con Austria e Prussia (1772, 1793, 1795). Caterina rese la Russia potenza dominante nel Medio Oriente dopo la guerra russo-turca del 1768 - 1774. Il suo obiettivo era la spartizione dell'Impero Ottomano tra le potenze europee, seguendo lo schema usato per la Polonia, ma questa volta la sua politica non ottenne il successo sperato. Grazie alle indubbie doti del suo nuovo amante, Grigorij Aleksandrovič Potëmkin (già messosi in luce nel reprimere la rivolta di Pugačëv), annesse la Crimea nel 1783, solamente nove anni dopo che questa aveva ottenuto l'indipendenza dall'Impero Ottomano come risultato della guerra russo-turca del 1768 - 1774. Anche in seguito a ciò l'Impero Ottomano dette inizio ad un'altra guerra, che durò dal 1787 al 1792 e che terminò con il trattato di Jassy, nel quale trovarono legittimazione le pretese russe sulla Crimea. 15 Nel linguaggio politico-diplomatico, espressione con cui si designarono, a partire dal sec. XVII, i problemi posti agli Stati europei dalla crisi dell'impero ottomano nei Balcani, nell'Asia Minore, nella Siria e nella Mesopotamia. Nel tentativo di risolvere a proprio favore questi problemi si scontrarono Austria e Russia, interessate l'una alla conquista dei territori ottomani nei Balcani, l'altra alla ricerca di uno sbocco nel Mar Mediterraneo (questione degli Stretti), mentre Inghilterra e Francia miravano, invece, a conservare l'impero turco, impedendo l'ulteriore espansione degli altri due paesi. La Russia, che con Caterina II aveva raggiunto importanti obiettivi (trattato di Küciük Kainarge, 1774; annessione della Crimea, 1783), fu sconfitta nella guerra di Crimea (1854-56) e perse le posizioni già conquistate. Nel 1878, approfittando delle insurrezioni antiturche scoppiate in Bosnia, Erzegovina e Bulgaria, la Russia giunse alla pace di Santo Stefano, ottenendo la Bessarabia nonché il riconoscimento dell'indipendenza di Serbia, Montenegro e Romania e la creazione di un grande Stato bulgaro. La reazione delle altre potenze europee all'espansione russa portò tuttavia al congresso di Berlino (1878), dove l'Austria ottenne l'amministrazione della Bosnia-Erzegovina e l'Inghilterra la cessione di Cipro, mentre la Bulgaria vide ridotto di molto il proprio territorio, che non giungeva ad affacciarsi sul Mediterraneo. A partire da questo momento le crisi nei rapporti tra le grandi potenze diventano sempre più acute e frequenti, anche a causa delle istanze nazionaliste e indipendentistiche avanzate nei territori dominati dall'Austria. Nel 1908 l'Austria, col consenso russo, annetté la Bosnia-Erzegovina; nel 1911-12 l'Italia tolse agli ottomani la Libia; nel 1913 dalle guerre balcaniche nacque il nuovo regno d'Albania; la situazione nella regione permase assai tesa e le contraddizioni aggravate dalle guerre balcaniche portarono poi allo scoppio della I guerra mondiale. La questione d'Oriente si chiuse con i trattati di pace del 1919 e con la fine dell'impero ottomano, che persi i suoi territori in Europa venne in seguito distrutto dalla rivoluzione di Kemal Atatürk.

Anteprima della Tesi di Elisa Antonietta Blardone

Anteprima della tesi: Kosovo. Alla scoperta di cosa celano le ceneri della guerra., Pagina 6

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Elisa Antonietta Blardone Contatta »

Composta da 113 pagine.

 

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