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Kosovo. Alla scoperta di cosa celano le ceneri della guerra.

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19 mutilato: la parte orientale di esso, con il nome di Rumelia, rimase provincia turca con qualche autonomia; la parte settentrionale fu elevato a principato autonomo tributario della Porta; la parte meridionale, la Macedonia, fu abbandonata alla Turchia. La sconfitta diplomatica della Russia in un momento in cui la Francia era ancora depressa dalle sconfitte subite nel 1870, e l’Italia era Stato nuovo e diplomaticamente isolato, ridava ancora all’Austria, spalleggiata dalla Germania, l’egemonia nella regione balcanica. Gli Stati generati dal Congresso di Berlino dovettero pensare alla loro sistemazione, ma presto furono coinvolti in rivalità e contese per l’egemonia e per l’annessione della Macedonia, appoggiandosi gli uni all’Austria, gli altri alla Russia. Nel 1881 la Romania divenne Regno sotto carlo di Hohenzollern e si accostò alla politica austro-germanica. Nel 1882 Milan Obrenović assunse il titolo di re di Serbia, accostandosi all’Austria e rinunziando alla Bosnia e all’Erzegovina; nel 1885 scoppiò l’urto serbo-bulgaro, avendo la Rumelia orientale proclamata la sua annessione alla Bulgaria; ma la Serbia fu sconfitta dai bulgari e la guerra si chiuse per volere dell’Austria, contraria ad ogni ingrandimento, con la pace di Bucarest (3 marzo 1886), determinando in Bulgaria, con l’avvento al potere del principe Ferdinando di Sassonia- Coburgo-Gotha, un avvicinamento all’Austria. Negli anni seguenti non mancarono tentativi per eliminare i contrasti fra gli Stati balcanici, ai quali si interessò anche l’Italia; Francesco Crispi nel 1889 cercò di promuovere una convenzione militare tra serbi, bulgari e romeni. L’Italia, preoccupata dell’invadenza austriaca, mirò anch’essa ad affermarsi nella penisola balcanica. Nel 1896 Vittorio Emanuele, principe ereditario d’Italia, sposava la principessa Elena di Montenegro, e poco dopo, con un accordo stipulato a Monza, l’Austria e l’Italia si impegnavano a rispettare lo status quo 18 in Albania. Il marchese di San Giuliano e il conte Francesco Guicciardini, ritornando da un viaggio in Albania, fecero alla Camera dichiarazioni non equivoche a favore del diritto nazionale albanese, e venne anche costituito, sotto la presidenza del generale Ricciotti Garibaldi, un Consiglio albanese che voleva rivendicare l’Albania agli albanesi. Il mutamento della politica serba in senso favorevole alla Russia fu determinato con l’avvento al potere di Pietro Karagjorgjević, dopo l’assassinio del re Alessandro Obrenović (1903), mutamento importante nel periodo che va dal 1903 al 1908 perché a fianco della Serbia, ostile alla Bulgaria austrofila, ricompariva la Russia. L’insuccesso della politica russa nel 1878 fu la causa remota, ma principale, del ravvicinamento franco-russo del 1892; accentuato poi dal più grave scacco subito dalla Russia quando nel 1908, sotto promessa del consenso al libero passaggio russo attraverso gli Stretti, il governo austriaco, di cui era ministro L’Aherenthal, si annetteva senz’altro la Bosnia-Erzogovina (4 ottobre 1908), assicurandosi, a cose fatte, il riconoscimento della Germania e dell’Italia, che per quanto danneggiata nei suoi interessi balcanici non potè reagire. Si creò allora un netto dissidio fra l’Italia e l’Austria, il quale determinò quel riavvicinamento con la Russia, essa pure colpita dalla mossa austriaca, che era già stato abbozzato nel 1903. Seguì immediatamente la proclamazione della piena indipendenza del Regno di Bulgaria (5 ottobre 1908). Qualche tempo dopo anche Nicola del Montenegro assumeva il titolo di re (16 agosto 1910). Nella Turchia avveniva frattanto la rivoluzione dei Giovani Turchi 19 . Dopo il 18 Status quo è una ellissi dell'espressione latina "status quo ante" (la situazione precedente), analoga e meno corretta dell'espressione statu quo derivante dall'espressione "in statu quo ante" (nella situazione precedente). Il termine è spesso utilizzato nei testi letterari, citato per lo più con ironia, in particolar modo nell'ambito della politica e della diplomazia. 19 (1906-1917) Movimento nazionalista e costituzionalista dell'impero ottomano.
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Kosovo. Alla scoperta di cosa celano le ceneri della guerra.

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Informazioni tesi

  Autore: Elisa Antonietta Blardone
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo
  Corso: Scienze del turismo
  Relatore: Monica Morazzoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

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