La comunicazione mediatica delle donne in politica: quali spazi e quali linguaggi

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17    cui viviamo ormai da un ventennio, abbia prodotto notevoli cambiamenti anche nella loro autogestione, essi continuano ad essere un punto mediano dell’elettorato passivo in quanto selezionano non solo le candidature ma anche la posizione eleggibile nelle liste. La loro centralità è generalmente riconosciuta in quanto è chiaro che sono loro a decidere. Meno chiari i criteri di selezione utilizzati al proprio interno (o comunque all’interno delle coalizioni). Non è dunque difficile immaginare che la forte presenza maschile all’interno dei partiti politici generi una sorta di autotutela degli stessi, in altri termini, più donne entrano nelle loro stanze, più uomini escono. «A parte l’ipocrisia dei dirigenti di partito nel dire che non vi è ostilità ad una presenza femminile nel partito e nella politica, contraddetta dall’oggettiva monosessuazione di tutti i luoghi del potere politico, è vero e dimostrabile che nulla si fa all’interno dei partiti per costruire delle candidature femminili vincenti elettoralmente» (Del Re, 2000, p. 26). Vi è poi una ragione che può essere definita pratica: le donne, portano con loro il peso di una tradizione che le ha viste sempre, pur lavorando, impegnate in quello che viene definito lavoro di cura ed in cui un carico politico apparirebbe come un terzo impegno. In questo senso è opportuno leggere le critiche relative ad una scarsa ambizione delle stesse donne di entrare a far parte della politica attiva perché assorbite da altri interessi 18 . L’alternanza del consenso della pubblica opinione è un altro aspetto difficilmente trascurabile. In molti lavori condotti fino ad ora, emerge chiaramente quella che potremmo chiamare la caduta del pregiudizio negativo sulle capacità di govern a nce delle donne da parte dell’opinione pubblica. Come nota Piazza però «si potrebbe affermare da un lato che nel nostro Paese la prospettiva di genere è stata vista prevalentemente come un elemento messo in campo per richiedere (posti, posizioni ecc.) e non per dare, per offrire una lettura di sé e del mondo meno viziata, unica e arrogante» (Piazza, 2007, p.23). In effetti anche se il pregiudizio sulla minore capacità delle donne di occuparsi di politica è stato superato, contemporaneamente si assiste alla persistenza di un pregiudizio basato sull’irrilevanza del genere. Eppure, se il tema della rappresentanza è oggi dibattuto è anche perché spesso, quando si parla di cultura politica delle donne, la si                                                                    18 Cfr. Marina Piazza, 2006, Ingressi riservati. Uomini e donne nelle carriere politiche in Annamaria Simonazzi ( a cura di), Questioni di genere, questioni di politica. Roma, Carocci.

Anteprima della Tesi di Emanuela Laino

Anteprima della tesi: La comunicazione mediatica delle donne in politica: quali spazi e quali linguaggi, Pagina 13

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Emanuela Laino Contatta »

Composta da 173 pagine.

 

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