La comunicazione mediatica delle donne in politica: quali spazi e quali linguaggi

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8    comma) soprattutto nell’ambito della rappresentanza politica. Il punto è che risulta complicata una lettura unitaria dell’articolo, Gambino (2006) descrive in questi termini la questione: il principio di eguaglianza è un carattere fondante del nostro ordinamento e trova il primo e più importante riferimento nei due commi dell’articolo 3 della Costituzione. Il primo comma recepisce il principio nel suo significato più classico elaborato dalla cultura liberale come “eguaglianza formale”: la prescrizione è rivolta essenzialmente al legislatore e si sostanzia nel divieto di creare ingiustificate differenziazioni tra i cittadini. Il secondo comma dà cittadinanza alla più sofisticata accezione del principio di “eguaglianza sostanziale”, sviluppatasi con l’avvento dello Stato Sociale, che consiste nell’obbligo posto in capo ai pubblici poteri di rimuovere quegli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono l’eguale godimento dei diritti e delle libertà da parte degli individui, garantendo loro parità di changes. (Gambino, 2006, p. 59) D’altra parte la disposizione considerata risulta chiara nel fornire la giusta copertura costituzionale alla volontà di rendere effettivi i diritti politici delle donne, sia nell’esercizio dell’elettorato attivo che in quello passivo, che ancora risultano essere «diritti dimezzati» (Gambino, 2006, p. 6). La cultura tradizionalmente sessista continua a manifestarsi sotto vari profili che fanno salvi gli aspetti formali, ma che in sostanza mantengono i rapporti di potere già largamente conosciuti 4 e consolidati. Sono, infatti, ancora presenti resistenze al cambiamento dei ruoli di genere come storicamente considerati. Soprattutto ai mass media va attribuita una rappresentazione di entrambi i sessi stereotipata 5 , ma avrò modo di soffermarmi su questo punto, particolarmente rilevante, nel secondo capitolo di questo lavoro.                                                                        4  Si può considerare l’esclusione delle donne come un’esclusione simbolica da un ordine politico. Per comprendere tale esclusione occorre capire quali valori e funzioni siano stati tradizionalmente associati alle donne come non legittimate ad agire politicamente in virtù dell’opposizione pólis/oîkos che rappresenta una dicotomia di base del pensiero occidentale. Cfr. Elena Pulcini, Vittoria Franco, Raffaella Baritono, 2000, Che genere di potere? Forme di potere e identità femminile. Progetto Now- Cassiopea: donne e empowerment, Arlem. 5   Nel 2004 si è svolta una ricerca: Mass Media in (Re) distribuition of Power  sostenuta dalla Commissione Europea (Employment and Social affair DG) sull’influenza dei media nel mantenere i rapporti tradizionali di potere tra uomini e donne attraverso stereotipi sessuali. La ricerca è stata promossa dalla Lettonia e i patners erano la Danimarca, l’Estonia e l’Italia. Nei meeting con i patners della ricerca si è pensato di analizzare se attraverso i media e la televisione venissero trasmesse immagini stereotipate delle donne politiche, impedendo così dei cambiamenti culturali e un più facile accesso ai ruoli e ai diversi livelli del potere. I risultati hanno mostrato che sono molte e ripetute le similitudini negli stereotipi dei diversi Paesi. Vedi Francesca Molfino,2006, Donne Politiche e Stereotipi, pag 21. 

Anteprima della Tesi di Emanuela Laino

Anteprima della tesi: La comunicazione mediatica delle donne in politica: quali spazi e quali linguaggi, Pagina 4

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Emanuela Laino Contatta »

Composta da 173 pagine.

 

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