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La comunicazione mediatica delle donne in politica: quali spazi e quali linguaggi

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9    1.1. Sull’oggetto … la scarsa rappresentanza come problema non solo politico     L’Italia, come già detto, è tra gli ultimi Paesi europei circa la presenza delle donne nelle cariche elettive. La vasta partecipazione femminile nel campo del lavoro e la quasi identica presenza in tutte le professioni non basta a fare la giusta pressione al cambiamento a livello politico nazionale. Inoltre c’è da sottolineare che su tutto il territorio nascono e si prolificano associazioni, centri di donne, iniziative culturali, che sostengono e promuovono la partecipazione femminile nei luoghi decisionali, così come anche gli studi e le ricerche, i cui risultati avrò modo di riportare in seguito, relative alle politiche di genere, stentano ad essere concretizzate a livello istituzionale. Il perché di tale reticenza viene spesso imputato, come si evince dalla breve introduzione, al perdurare di forti stereotipi di genere all’interno della nostra società che evidenzia una persistenza delle divisioni dei ruoli sessuali (Molfino, 2006, p.13). Essi fungerebbero da elemento di opposizione ai processi di cambiamento, sostenendo peculiarità maschili e femminili che producono comportamenti, scelte lavorative, appunto ruoli sessuali. La forza particolare di cui gli stereotipi si alimentano è il loro trasformare quest’ultimi in realtà biologiche e di conseguenza non mutabili. Da essi si traggono i contenuti positivi e/o negativi di mascolinità e femminilità, anche quando è evidente la difficoltà nel definire in maniera precisa quali siano le caratteristiche dell’una e dell’altra. Ancora più complicato definire se tali caratteristiche attribuite o attribuibili ai due generi siano dovute a ragioni biologiche o culturali. Questo infatti è un punto importante che non si può fare a meno di prendere in considerazione. Si tratta della classica dicotomia natura/cultura. Una interessante discussione su questo tema è stata affrontata da due protagoniste della scena filosofica italiana, Braidotti e Cavarero che, nel corso di un seminario tenutosi a Trento nel 1993 6 , interrogandosi sul contesto culturale in                                                                    6 Per il dibattito tra Rosi Braidotti e Adriana Cavarero: Il tram onto del soggetto e l’alba della soggettività femminile, in “DWF”, n. 4(20), 1993, pp. 69-90.
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La comunicazione mediatica delle donne in politica: quali spazi e quali linguaggi

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Informazioni tesi

Autore: Emanuela Laino
Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
Anno: 2005-06
Università: Università degli Studi della Calabria
Facoltà: Lettere e Filosofia
Corso: Teoria della comunicazione
Relatore: DanieleGambarara
Lingua: Italiano
Num. pagine: 173

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Parole chiave

femminile
linguaggio
stereotipi di genere
democrazia paritaria
comunicazione mediatica
politica

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