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Istituzioni, opinione pubblica e stampa nella transizione tra Monarchia e Repubblica

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Capitolo I | L’Italia dall’abisso della guerra alla ricostruzione politico-istituzionale 16 stato fondato in Francia nel 1929 da Carlo Rosselli 14 . Oltre ai gruppi che avevano partecipato alle iniziative rosselliane, all’interno del partito azioni- zione e alla rottura tra giellisti e socialisti. “Giustizia e Libertà” si trasformava in un vero e proprio partito, rimanendo tuttavia isolato. Da tempo, infatti, Rosselli sosteneva che ci si stava avviando a una guerra per la fascistizzazione dell’intera Europa e invocava un’azione concreta delle democra- zie, fino a prefigurare una guerra preventiva. L’occasione per mettere in pratica tali idee gli si pre- sentò con la Guerra Civile Spagnola, nella quale Rosselli vedeva, per la prima volta, la possibilità di un urto frontale, aperto tra fascismo e antifascismo. Così, pochi giorni dopo l’inizio del conflit- to, Rosselli propose ai rappresentanti dei partiti esuli l’intervento immediato. Ma PSI e PCI so- stennero che al momento era opportuno seguire la via delle pressioni sui governi. Al leader gielli- sta una simile impostazione ricordava l’inerte attesa degli aventiniani e così partì subito per la Spagna col proposito di condurre in linea una colonna di volontari italiani. Il 9 giugno del 1937, a Bagnoles de l’Orne, in Francia, i sicari della “cagoule” lo uccidevano insieme al fratello Nello. “Giustizia e Libertà” veniva così guidata da Emilio Lussu e assumeva un carattere piø spiccata- mente socialista. La seconda guerra mondiale, e soprattutto il patto tedesco-sovietico, che smentiva tutta l’impostazione antifascista degli ultimi anni, mettevano in crisi il movimento, che, tuttavia, continuava a lottare contro il nazifascismo. Diversi membri di “Giustizia e Libertà” si univano ai movimenti di liberazione della Francia, altri agivano in Egitto con pubblicazioni politiche e tra- smissioni radiofoniche, altri ancora si riunivano negli Stati Uniti, elaborando una teoria socialista riformatrice. I frutti di questa intensa attività venivano raccolti nel 1942, quando, da una rilevante parte del movimento giellista, prendeva vita il Partito d’Azione, che avrà, proprio grazie alle Bri- gate di Giustizia e Libertà, un ruolo decisivo nella Resistenza. Da ricordare, inoltre, che, nonostan- te le continue persecuzioni alle quali veniva sottoposto e gli incessanti e molteplici impegni di lotta e di studio, Rosselli era riuscito anche a dare al suo movimento un importante periodico, dallo stesso titolo, «Giustizia e Libertà», che nel 1936 era arrivato a tirare e distribuire in tutta Europa e, clandestinamente, in Italia, oltre 30.000 copie. Cfr. Lotti, I partiti della Repubblica, cit., pp. 3-15. Numerosi sono i volumi dedicati al movimento di “Giustizia e Libertà”. Tra gli altri, si vedano AA. VV., Giustizia e libertà nella lotta antifascista e nella storia d’Italia: attualità dei fratelli Rosselli a quaranta anni dal loro sacrificio, La Nuova Italia, Firenze, 1978; E. Aga Rossi, Il mo- vimento repubblicano. Giustizia e Libertà. Il partito d'azione, Cappelli, Bologna, 1969; E. Mode- na-Burkhardt, Von Giustizia e Libertà zum Partito d'Azione, Limmat Verlag, Zurigo, 1974; L. Va- liani, Giustizia e libertà e Partito d'azione: rievocazioni e ricordi, Le Monnier, Firenze, 1995; S. Fedele, Lo “Schema di programma” di “Giustizia e Libertà” del 1932, in «Belfagor», a. XXIX, n. 4, 31 luglio 1974, pp. 437-54; M. Giovana, Giustizia e Libertà in Italia. Storia di una cospirazione antifascista. 1929-1937, Bollati Boringhieri, Torino, 2005. 14 Carlo Rosselli nacque a Roma nel 1899, da una famiglia di antiche tradizioni repubblicane. An- cora molto giovane iniziò a dedicarsi alla politica attiva, venendo a contatto con quasi tutti gli in- tellettuali italiani che negli anni Venti e Trenta, da posizioni ideologiche diverse, si impegnarono nella resistenza attiva o passiva contro il regime di Mussolini. Abbracciò il socialismo nell'imme- diato primo dopoguerra e con Pietro Nenni fondò la rivista «Quarto Stato». Con Gaetano Salvemi- ni, Piero Calamandrei ed Ernesto Rossi diede vita, invece, all'indomani dell'assassinio di Giacomo Matteotti (1924), al foglio antifascista «Non mollare!», al quale collaborò anche suo fratello mino- re Nello. Dopo la parentesi genovese, Carlo Rosselli intensificò ulteriormente l'attività politica e sovversiva. Nel 1927 venne processato e condannato all'esilio nell'isola di Lipari per avere orga- nizzato, insieme a Ferruccio Parri e Sandro Pertini, la fuga di Filippo Turati in Francia. Nel 1929 riuscì comunque ad evadere dall'isola con Emilio Lussu e Fausto Nitti e a raggiungere anch'egli la Francia, per poi vagabondare anche in Svizzera e Germania. Tra il 1928 e il 1929 Rosselli, durante il confino a Lipari, trovò il tempo per scrivere la sua opera piø significativa, Socialismo Liberale (che venne poi pubblicata nel 1930, in lingua francese, a Parigi) e per fondare il movimento “Giu- stizia e Libertà”. Le teorie politiche di Rosselli, condensate in Socialismo Liberale, influenzarono e scossero almeno un paio di generazioni di pensatori italiani ed europei, che videro nel suo inse- gnamento una nuova strada da seguire, o da contestare, nell'evoluzione del pensiero liberale, liber- tario e socialista. Un uomo di tal fatta non poteva certo far dormire sonni tranquilli ai suoi avversa- ri, che all'inizio del 1937 iniziarono ad organizzare nell'ombra l'attentato che avrebbe posto fine
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Istituzioni, opinione pubblica e stampa nella transizione tra Monarchia e Repubblica

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Informazioni tesi

  Autore: Antonio Bellantoni
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Messina
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Metodi e Linguaggi del Giornalismo
  Relatore: Patrizia De Salvo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 411

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