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Riqualificazione urbana area ALER, Quartiere Giambellino, Milano

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CAPITOLO 1. EDILIZIA POPOLARE A MILANO 14 presenza di cortili e giardinetti interni e di motivi decorativi sulle facciate, come bow-window, mensole sotto i balconi, cornici alle finestre e frontoni, tipici delle abitazioni borghesi dell’epoca. [...] Davvero devastanti sugli equilibri interni all’Istituto furono le conseguenze della salita al po- tere del Governo Mussolini, che intese subito chiudere con il più recente passato, facendo piazza pulita del gruppo dirigente socialista, che aveva la maggioranza assoluta in seno al Consiglio di Amministrazione dello IACP, di cui il Prefetto di Milano, a seguito di un’inchiesta-farsa, volta principalmente a gettare fango sull’irreprensibile gestione di Angelo Filippetti ed Alessandro Schiavi, dispose lo scioglimento. Furono altresì sciolti con atto d’imperio i Consigli di Quartiere, ritenuti dei piccoli soviet e, dunque, motivo di turbamento dell’ordine e della pace sociale, e venne nominato un commissario ad acta nella persona di Oreste Raggio. I primi provvedimenti di politica edilizia attuati dal nuovo governo fascista non andarono certamente nella direzione di una valorizzazione del ruolo svolto dai vari IACP e dell’iniziativa pubblica. Nel luglio del 1923 venne, infatti, abrogato il blocco dei fitti, che in soli sette anni aumentarono, di conseguenza, vertiginosamente, e fu vietato agli IACP di produrre direttamente cementi, malte e materiali vari, con il chiaro intento di agevolare i grandi imprenditori edili, che tanto si erano adoperati per sostenere Mussolini ed agevolarne l’ascesa al potere. [...] Di fronte all’aumento vertiginoso della popolazione milanese, l’Istituto fu costretto a pro- cedere con estrema rapidità alla realizzazione di nuovi insediamenti abitativi, molti dei quali, sotto il profilo architettonico e strutturale, risentivano notevolmente di questo clima di assoluta emergenza e precarietà. Nacquero, così, presso il quartiere Trecca, ubicato nell’estrema periferia est della città tra Piazza Ovidio e Piazza Cartagine, Bruzzano, Vialba e Baggio, le cosiddette “caseminime”,costruiteconl’obiettivodifornireaisenzatetto,agliimmigratiedaglisfrattati un alloggio provvisorio, di piccolissime dimensioni e privo di qualsiasi elemento decorativo. L’interesse specifico dei razionalisti per la casa popolare emerse in occasione della Triennale del 1933, nel corso della quale Piero Bottoni ed Enrico Griffini giunsero a proporre una nuova concezione del problema dello spazio, sostenendo che esso non dovesse essere più suddiviso ed organizzatoinbaseallasuperficiedisponibile, maasecondadelnumerodiabitanti, perottenere, così, la superficie minima abitabile. Con il fine di utilizzare al meglio lo spazio, ogni elemento strutturale fu pensato per poter essere prodotto in serie e gli alloggi vennero consegnati agli inquilini già provvisti di arredo. [...] L’avvento della guerra rallentò sensibilmente l’opera di edificazione, che si interruppe del tutto alla fine del 1942. [...] Cessate le ostilità, i locali resi inagibili dai bombardamenti ammontavano a 225.000, per un totale di 70.000 alloggi. I danni, nel solo settore dell’edilizia popolare, superavano il miliardo di lire, per effetto della distruzione odelgravedanneggiamentodi58.000vani,parial60%circadell’interopatrimonioimmobiliare gestito dall’Istituto, il cui Consiglio di Amministrazione venne sciolto. [...] La ripresa dell’ attività dell’ IACP fu resa possibile inizialmente da un prestito di 323.000.000 di lire concesso dalle autorità di occupazione e, successivamente, dal grande sostegno garantitogli dalla Giunta Comunale, che, sotto la guida del socialista Antonio Greppi, fu protagonista della ricostruzione e della rinascita morale, culturale ed economica della città. Nel giro di un solo biennio, lo IACP fu in grado di costruire 4.528 vani. [...]
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Informazioni tesi

  Autore: Luca De Marini
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria Edile e Architettura
  Relatore: Giacomo De Amicis
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 161

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