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Contestazione studentesca e opinione pubblica tra il 1968 e il 1977

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10 «Su questa base – spiega Ortoleva – è possibile trasferire un paese asiatico in tutti gli angoli del mondo» 19 . “Creare due, tre, mille Vietnam” diviene presto lo slogan della contestazione: bisogna creare un Vietnam nelle scuole, nelle fabbriche, nei ghetti delle grandi metropoli industriali, cercare cioè di manomettere quel meccanismo diabolico che opprime le classi piø deboli. Il regista francese Jean Luc Godard, presentando un suo film nel 1967, suggerisce addirittura di portare il Vietnam «dentro di sØ» 20 , caldeggiando così un processo di identificazione totale con i compagni vietnamiti, capace di superare sia le distanze geografiche che quelle culturali. Contemporaneamente, l’esperienza della Rivoluzione culturale cinese nel 1966-67 viene interpretata come «un movimento di massa spontaneo e antiautoritario» 21 , nato per diffondere un’idea di socialismo nuova, in antitesi col modello gerarchico e centralistico del socialismo sovietico. Come dirà nel 1969 il filosofo tedesco, Hans Jurgen Krahl, «Che Guevara, Fidel Castro, Ho Chi Min e Mao Tse-Tung sono rivoluzionari che ci hanno comunicato una morale politica che rifiuta il compromesso […] ben diversa dalla “Realpolitik” borghese, fatua e senza principi» 22 . Le lotte dei popoli del Terzo Mondo e il conflitto vietnamita sono il collante di una generazione, in grado di unire giovani lontani tra loro migliaia di chilometri. Scrive il sociologo americano Anthony Oberschall: La condizione minima per una protesta collettiva è l’esistenza di un bersaglio comune , che sia oggetto di ostilità perchØ ritenuto responsabile dei mali, delle privazioni e delle sofferenze di coloro che protestano, alla quale si aggiunge in alcuni casi un sentimento profondamente radicato di essere sottoposti ad una oppressione collettiva, di avere interessi comuni ed un comune destino 23 . Il bersaglio comune è dunque la guerra del Vietnam e, piø in generale, lo sfruttamento del Terzo Mondo, di cui sono direttamente responsabili le due superpotenze che, in piena “guerra fredda”, si contendono il sistema-mondo: Stati Uniti e Unione Sovietica. Tuttavia, queste simpatie terzomondiste tradiscono un’evidente 19 Ortoleva, Saggio sui movimenti del 1968 in Europa e in America, cit., p. 36. 20 L’intervento di Jean Luc Godard per il film Lontano nel Vietnam, 1967, è riportato in Ortoleva, Saggio sui movimenti del 1968 in Europa e in America, cit., p. 36. 21 P. Ginsborg, Storia d’Italia dal dopoguerra a oggi, Einaudi, Torino, 1989, p. 409. 22 H. J. Krahl, Dati personali, in Ortoleva, Saggio sui movimenti del 1968 in Europa e in America, cit., p. 240. 23 A. Oberschall, Una teoria sociologica della mobilitazione, in Movimenti di rivolta. Teorie e forme dell’azione collettiva, a cura di A. Mellucci, Etas Libri, Milano, 1976, p. 175.
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Contestazione studentesca e opinione pubblica tra il 1968 e il 1977

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Informazioni tesi

  Autore: Antonio Ventimiglia
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Messina
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Metodi e linguaggi del Giornalismo
  Relatore: Patrizia De Salvo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 145

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Parole chiave

movimento studentesco
1968
occupazioni universitarie
valle giulia
corriere della sera
1977
contestazione studentesca
unità

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