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Aspetti cognitivi e culturali dell'interazione uomo-Internet

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20 perda il contatto con l’aspetto rappresentazionale del modello senza accorgersene, dimenticando che il modello non è la realtà. Il modello ‘glass box’ di Carroll e Olson, invece, unisce aspetti del surrogato e della metafora. Utilizzando più metafore contemporaneamente, il vantaggio di questo modello consiste nella maggiore capacità esplicativa. Non sempre è però possibile combinare in modo armonico e coerente metafore diverse, senza creare confusione all’utilizzatore. Il modello mentale tipo network, invece, non intende fornire spiegazioni generali sul funzionamento interno del sistema, ma semplicemente indicare ciò che accade nel sistema in risposta a ciascuna azione dell’utilizzatore. I modelli network si mantengono essenzialmente su un piano descrittivo. Nel loro insieme comunque, a differenza di rappresentazioni più analitiche quali sequenze e metodi, i modelli mentali permettono all’utilizzatore di “provare mentalmente le azioni prima di sceglierne una da eseguire” (Carroll e Olson 1987). In tal modo i modelli mentali consentono l’esplorazione dello spazio del problema in molteplici direzioni. I processi cognitivi fondamentali che sostengono i modelli mentali sono, in essenza, l’analogia e la metafora. La formazione di analogie, comporta il riconoscimento di strutture basate non sulle proprietà dei loro elementi, ma sulle relazioni fra tali elementi. L’analogia nasce dall’identificazione di un obbiettivo comune tra la situazione di partenza e la situazione-target, nel contesto di un problema da risolvere. Collegare l’analogia al problerm solving, ci aiuta a comprendere la funzione dei modelli mentali. Il sistema informatico e le sue funzioni, vengono spiegati dalle persone riconducendoli a sistemi precedentemente noti, a patto che le persone riescano ad identificare scopi comuni al sistema noto e al sistema informatico. Non è pensabile la padronanza di un artefatto senza la possibilità di orientarlo verso gli scopi dell’utilizzatore. L’analogia suggerisce all’utilizzatore un’idea degli obbiettivi che egli può assegnare al sistema, ed in tal modo gli rende possibile il controllo dell’artefatto. Le teorie sulla metafora sviluppano le considerazioni circa la funzione dell’analogia, e conducono ad un’analisi dei modelli mentali ad un livello sempre più qualitativo, che difficilmente standardizzano le strategie d’intervento dell’utilizzatore.
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Informazioni tesi

  Autore: Antonio Brignoni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Riccardo Viale
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 210

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Parole chiave

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scienza cognitiva
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interazione uomo computer
human-computer interaction
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