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Aspetti cognitivi e culturali dell'interazione uomo-Internet

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9Si scontravano due culture diverse. La questione della qualità della relazione uomo-computer nasce, allora, con l’uscita delle applicazioni informatiche da i laboratori di ricerca e il loro ingresso negli ambienti di vita e di lavoro quotidiano della gente comune. Sarebbe riduttivo pensare che il problema dell’usabilità nasca semplicemente dal fatto che gli utilizzatori non hanno, come in precedenza, una preparazione informatica specifica. Se si trattasse solo di questo, sarebbe un problema risolvibile attraverso semplici programmi di alfabetizzazione informatica di massa. In realtà la questione è più complessa. Anzitutto i nuovi utilizzatori, non solo non hanno una preparazione informatica, ma non intendono averla e non ne hanno bisogno per svolgere la propria attività. Alcuni sono utilizzatori “discrezionali”, nel senso che possono decidere se servirsi o meno degli strumenti informatici. Altri sono utilizzatori che, per scelte aziendali in base al ruolo che ricoprono, sono costretti ad usare sistemi informatici che sono parte integrante del loro ambiente di lavoro. Questi ultimi possono incontrare difficoltà nell’interazione col computer. Essi, quando i nuovi strumenti non offrono sostanziali vantaggi nello svolgimento del lavoro, sono esposti agli sgradevoli effetti della computer anxiety (Parasuraman e Igbaria 1990, Igbaria, Schiffman e Wieckowski 1994). Gli studi di Lazarus (1991) sullo stress e sulle differenti strategie di coping, forniscono un solido scenario per comprendere questi processi sociali ed individuali. Le modalità di introduzione del computer e le prime fasi di interazione, sono le più critiche e le più decisive per lo sviluppo successivo della relazione, costituendo una sorta di imprinting per l’utilizzatore. La coazione, sotto questo profilo, è quanto di più lontano e di più controindicato si possa immaginare rispetto allo sviluppo di un’accettabile e buona HCI. Diversamente si possono sviluppare fenomeni di caduta d’interesse, stress cognitivo e delega di responsabilità alle procedure automatiche. In questi casi la gente percepisce di non avere il potere di incidere sugli ambienti informatici che devono utilizzare, e quindi cercano di stare lontano il più possibile da ciò che li disturba. Ormai i progettisti non sono più rappresentativi degli utilizzatori, ne segue che troppi sistemi ideati per utenti inesperti, includono un’interfaccia gestibile solo con grande difficoltà. Lo sviluppo tecnologico sfida costantemente l’operatore, chiedendogli di impegnare sempre più risorse per controllare l’artefatto, oppure di rinunciare ad un suo uso ottimale. La sfida è di rendere i programmi più accessibili alla nuova utenza. Cosa non facile, ma certamente più produttiva della sterile denigrazione dell’operatore umano.
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Aspetti cognitivi e culturali dell'interazione uomo-Internet

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Informazioni tesi

  Autore: Antonio Brignoni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Riccardo Viale
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 210

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Parole chiave

artefatti cognitivi
scienza cognitiva
semiotica
stili cognitivi
usabilità
interazione uomo computer
human-computer interaction
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internet

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