Aspetti cognitivi e culturali dell'interazione uomo-Internet

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

12 permettono loro di superare le discrepanze che esistono. La comunicazione è un processo capace di contenere in sé e di gestire, all’interno di una cornice interattivo-sociale condivisa, differenze cognitive e motivazionali anche grandissime. E’ la presenza di questa dimensione sociale, e il suo riconoscimento da parte dei dialoganti, che consente di condurre a buon fine l’interazione, anche quando i riferimenti cognitivi sono ridotti. L’interazione sociale non è un risultato, ma un percorso in mezzo alle difficoltà, in cui la caduta della comunicazione o una sequenza difettosa sono piuttosto la regola che l’eccezione. Finora i maggiori sforzi per migliorare il dialogo uomo-computer sono stati indirizzati verso lo sviluppo delle basi di conoscenza dei sistemi, per aumentarne le capacità cognitive così da mettere il computer in condizione di incontrare meglio la complessità del pensiero umano. E’ utile considerare anche la comunicazione come processo sociale, che crea intesa cognitiva più di quanto la presupponga. Sembra opportuno investire risorse non nello scongiurare l’inevitabile, ma nel favorire un pronto recupero dell’errore, vale a dire un approccio che cercasse di dotare le macchine di una competenza nel riconoscere le cadute di comunicazione e cercare di porvi rimedio. Per esempio, chi non ha mai dovuto digitare tre o quattro volte un indirizzo o un comando perché il programma non l’aveva riconosciuto a causa di un errore di battitura di una lettera sulla tastiera? Il linguaggio non è il principale ostacolo ad un uso facile ed efficace di complessi sistemi artificiali. Le difficoltà di comunicazione uomo-computer hanno radici più profonde, essendo di natura concettuale. Esistono visioni diverse sulla natura della differenza che separa l’uomo dal computer. Pylyshyn (1984) colloca uomo e computer in un’unica classe di conoscitori, poiché entrambi capaci di manipolare simboli. Altri studiosi, come Dreyfus (1985) e Searle (1988), contestano vivacemente quest’impostazione, negando che il computer svolga veramente un’attività cognitiva e che possa realmente dialogare con le persone. Il computer non comprende proprio nulla. Usa sì dei simboli, ma non ne possiede l’interpretazione, e tanto meno la decide. A rigore i simboli sono tali per chi li riferisce a qualcosa. Il computer non è in grado di operare alcun riferimento, alcuna interpretazione dei simboli che usa. Pertanto non lavora propriamente sui simboli, ma manipola dei segnali fisici che sono simboli solo per le persone. Solo gli esseri umani comprendono veramente. In quest’ottica gli artefatti informatici sono solo dei supporti, non sono dei soggetti. E’ utile tenere

Anteprima della Tesi di Antonio Brignoni

Anteprima della tesi: Aspetti cognitivi e culturali dell'interazione uomo-Internet, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Antonio Brignoni Contatta »

Composta da 210 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4042 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 13 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.