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L'analisi per indici nella determinazione del rating bancario

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La riclassificazione del bilancio d’esercizio 12 I modelli di riclassificazione, o “chiavi di lettura” 4 , utilizzabili sono principalmente due: • il criterio finanziario • il criterio di pertinenza gestionale. Lo scopo perseguito dalla nostra analisi è quello di misurare il grado di solvibilità dell’impresa, cioè capire se sia capace di far fronte ai propri debiti in maniera economica e tempestiva o, in altre parole, se sia in grado di adempiere puntualmente alla scadenza dei propri impegni di pagamento. Ciò detto, il criterio maggiormente utilizzato è il primo, quello finanziario, noto anche come criterio di liquidità/esigibilità. Con questo metodo le attività vengono riclassificate in base al loro livello di liquidità e cioè in base al tempo necessario affinché si trasformino in liquidità, originando quindi introiti finanziari. Per contro, le passività vengono riclassificate in base al loro livello di esigibilità, cioè considerando il tempo che impiegano per diventare esigibili, originando quindi esborsi finanziari. Allo scopo di definire il tempo rispetto cui parametrare i livelli di liquidità e di esigibilità, si distinguono le attività e passività tra quelle a breve termine e quelle a medio/lungo termine, assumendo convenzionalmente come discriminante un orizzonte temporale di 12 mesi. Ne segue che avremo: • attività a breve (o correnti), laddove la loro conversione monetaria avviene entro un periodo di tempo non superiore ai 12 mesi, il cosiddetto periodo amministrativo; • attività immobilizzate (o fisse), quando la loro trasformazione in numerario avverrà in un periodo superiore ai 12 mesi. Lo stesso discorso vale per le passività che si distingueranno in: • passività a breve (o correnti), ove esprimano debiti da onorare entro il periodo amministrativo; • passività a m/l termine (o consolidate), ove esse esprimano debiti da onorarsi oltre i 12 mesi; • patrimonio netto, ossia l’insieme dei mezzi propri, che va esposto separatamente e che viene considerato senza scadenza definita. I valori riclassificati secondo il modello finanziario devono essere “valori netti” e cioè già decurtati delle poste rettificative, quali fondi o accantonamenti vari. Schematicamente possiamo rappresentare lo stato patrimoniale riclassificato come indicato in tabella 2.3 4 F. Giunta, Analisi di Bilancio. Riclassificazione ed indici. Centro stampa il Prato, 2004. Pag. 6.
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L'analisi per indici nella determinazione del rating bancario

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Informazioni tesi

  Autore: Christian Craba
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Gianluigi Roberto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 79

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