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L'analisi per indici nella determinazione del rating bancario

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La riclassificazione del bilancio d’esercizio 14 2.2.2 La composizione dell’attivo e del passivo. Approfondiamo ora l’analisi sulla composizione degli impieghi. L’attivo immobilizzato (o fisso), come detto in precedenza, accoglie gli impieghi durevoli di capitale, cioè quella classe d’impieghi che si presume sia in grado di generare utilità per il processo produttivo per un periodo pluriennale. Una prima distinzione delle immobilizzazioni è la seguente 5 : 1) immobilizzazioni tecniche; a) materiali; b) immateriali; 2) immobilizzazioni finanziarie; 3) immobilizzazioni patrimoniali. Le prime costituiscono la struttura operativa dell’azienda che vedono nella prima sottocategoria quelle aventi consistenza fisica (impianti, macchinari, automezzi, immobili, ecc.), mentre nella seconda sottocategoria quelle non aventi consistenza fisica (brevetti, marchi, spese d’impianto, ecc.). Le seconde invece corrispondono agli impieghi durevoli a carattere finanziario, quali partecipazioni azionarie o non, crediti di finanziamento a m/l termine, ecc. Infine nella terza categoria vengono comprese solitamente le immobilizzazioni civili, generalmente locate a terzi, pertanto non adibite a sede dell’attività aziendale. Queste categorie, che devono comparire, ricordiamo, al netto dei fondi ammortamento, si distinguono ulteriormente in altre voci più specifiche (terreni, fabbricati, avviamento ecc.) che trascuriamo in quanto non riteniamo di primaria importanza ai fini della nostra analisi. L’attivo corrente (o circolante), come abbiamo detto, accoglie gli impieghi di esercizio la cui trasformazione in numerario avviene in un tempo breve. Non tutti però presentano le stesse caratteristiche in quanto alcuni sono non numerari (materie, prodotti e servizi), altri invece sono già numerari (crediti verso clienti e disponibilità liquide e bancarie). Seguendo, anche in questo caso il criterio della liquidità decrescente, possiamo distinguere schematicamente il contenuto dell’attivo corrente nelle seguenti sottocategorie 6 : 1) disponibilità non liquide; a) magazzino; i) tecnico; ii) commerciale; b) disponibilità non liquide immateriali; 2) liquidità differite; 3) liquidità immediate. Nella prima voce abbiamo le attività a breve «più vincolate», definite appunto non liquide, nel senso che non esprimono valori numerari. Esse comprendono, come sopra evidenziato, nel punto 1)a) il magazzino, composto dalle rimanenze di materie 5 Si veda C. Caramiello, F. Di Lazzaro, G. Fiori, Indici di Bilancio. Strumenti per l’analisi della g estione aziendale. 2° edizione, Giuffrè 2003. Pag. 41 e segg. 6 Si veda V. Antonelli, R. D’Alessio, V. Dell’Atti, Analisi di Bilancio e Basilea 2. Indici, rating di settore, valutazioni. 2°ediz. IPSOA 2007. Pag. 48 e segg.
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L'analisi per indici nella determinazione del rating bancario

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Informazioni tesi

  Autore: Christian Craba
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Gianluigi Roberto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 79

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